L’AQUILA – È corsa contro il tempo per evitare la figuraccia di far giocare a porte chiuse L’Aquila-Lecce, l’atteso big match di Prima Divisione di Lega Pro, in programma il prossimo 12 gennaio 2014.

Nei giorni scorsi, mentre la squadra di mister Giovanni Pagliari era impegnata nella preparazione dell’incontro, l’ultimo del 2013, sul difficilissimo terreno di Catanzaro in programma oggi, la Spee, società che si occupa di sicurezza e impianti di monitoraggio, ha rimosso l’intero sistema di videosorveglianza dello stadio ‘Fattori’, necessario all’omologazione completa: se manca, si gioca senza pubblico. Oppure da un’altra parte.

Tra Comune dell’Aquila e società rossoblù si parla di un’altra azienda, da poco individuata, che potrebbe realizzare il miracolo di installare una nuova videosorveglianza a stretto giro di posta, per poi tirare avanti fino a giugno scongiurando così l’incubo porte chiuse o ‘alloggio’ in un altro stadio.

Senza questo artificio sarebbe costretto a restare fuori un pubblico, quello aquilano, capace di ricomporsi e di ricominciare a fare buonissimi numeri sia in casa che in trasferta, quasi come negli anni migliori.

Ma mercoledì scorso la Spee ha tolto tutto. E la notizia è uscita via ‘spiffero’ e non ufficialmente.

Si tratta della stessa società che, in forma gratuita, aveva provveduto a montare le telecamere necessarie all’omologazione del ‘Fattori’ in occasione della vittoriosa finale play off di Seconda Divisione contro il Teramo dello scorso giugno, per poi provvedere all’aggiornamento dell’impianto per le regole previste dal salto in Prima, la vecchia serie C1.

Diverse le motivazioni che avrebbero spinto la Spee a decidere per il taglio. In primis la pazienza terminata dopo aver atteso diversi mesi senza firme definitive nonostante gli sforzi profusi nei play off prima e alla vigilia dell’esordio nel nuovo campionato.

Tra le motivazioni ci sarebbe anche la riparazione che l’azienda ha dovuto pagarsi da sola di un computer di una delle postazioni del Gruppo operativo sicurezza (Gos) che ha permesso l’apertura dello stadio al pubblico in occasione dell’incontro L’Aquila-Frosinone (1-0 per gli ospiti) del 14 dicembre scorso.

“È chiaro che si dovrà lavorare di corsa per evitare di giocare a porte chiuse contro il Lecce. Lo stiamo facendo insieme al Comune dell’Aquila, contiamo di fare in tempo per poter avere il pubblico sugli spalti”, precisa al nostro giornale Elio Gizzi, amministratore delegato e direttore generale della società rossoblù.

La rimozione delle telecamere è avvenuta a distanza di pochi giorni dall’incontro Spee-Gizzi che sarebbe dovuto servire a mettere per iscritto un impegno di 5 anni per la videosorveglianza sia al ‘Fattori’, sia nello stadio di Acquasanta, prossima casa dell’Aquila Calcio una volta completati i lavori.

A Gizzi l’azienda ha mostrato la bozza del contratto, “ma c’erano alcune clausole molto dure, per esempio il pagamento daparte nostra del 70% del dovuto in caso di recesso anticipato – aggiunge Gizzi, che non parla di cifre – così ho chiesto qualche giorno per parlarne con gli altri della società e per impostare un discorso con il Comune dell’Aquila, proprietario dell’impianto e quindi garante del pagamento”.

“Però la Spee non ci ha aspettato e in un paio di giorni ci ha spedito una lettera nella quale ci chiedeva di poter accedere al ‘Fattori’ per la rimozione della videosorveglianza – prosegue ancora – Si sono detti scontenti del rapporto con L’Aquila Calcio, ma se avessero aspettato si sarebbe sicuramente arrivati a una buona soluzione per tutti”.

Tutto questo nei giorni scorsi, ma il presidente Corrado Chiodi non sapeva nulla del taglio delle telecamere come del resto gli assessori comunali Emanuela Iorio e Alfredo Moroni.

L’estate scorsa per omologare il ‘Fattori’ in vista della Prima Divisione, L’Aquila aveva scelto di spartirsi le incombenze con il Comune dell’Aquila, che dell’impianto è proprietario: all’amministrazione gli adempimenti per l’agibilità della struttura, alla società il capitolo telecamere, cioè in sostanza il rapporto con la Spee, perché il Comune, in quel momento, a causa di tempi tecnici troppo corti, non poteva mettere su una gara d’appalto, proprio a ridosso dell’inizio del campionato.

Qualche mese dopo, la Spee ha preferito dire addio all’Aquila Calcio.

Raggiunti da AbruzzoWeb nella tarda serata di ieri, sia il sindaco Massimo Cialente che l’assessore Iorio hanno rassicurato: “Un nostro dirigente comunale ha già individuato un’altra ditta che ripristinerà l’impianto, quindi con il Lecce si giocherà con il pubblico sugli spalti e non a porte chiuse. C’è la massima tranquillità, è un guaio cui abbiamo già messo riparo”.

“Non capisco il comportamento della Spee – l’aggiunta di Cialente – sinceramente è un’azione che mi sorprende. Ne parlerò con i responsabili”.

La vicenda è senza dubbio un segnale poco confortante che rispecchia in pieno il momento difficile della gestione del calcio rossoblù a livello societario e istituzionale.

A fronte di una classifica ancora da prime posizioni, nelle ultime giornate i risultati in campo si sono fatti deludenti. Non mancano le richieste di garanzie per la ricostruzione post-terremoto che darebbero più certezze agli imprenditori edili, Gizzi compreso, dai quali dipende il grosso dei quattrini.

Sul tavolo, poi ci sono le vicende dell’ingresso di nuovi soci per dare maggiore forza al sodalizio; lo stadio di Acquasanta, “nuovo” anche se in realtà ha trent’anni, che dal Comune era stato promesso a fine anno e invece sul suo battesimo non si sa niente; il suo settore ospiti, considerato da molti tifosi non degno di un impianto che, sperano, dovrebbe ospitare squadre di una certa importanza.