L’AQUILA – Il portiere Andrea Testa e il centrocampista Imperio Carcione, tra gli artefici della promozione in Prima Divisione dell’Aquila Calcio, oggi pomeriggio sono stati confermati per il prossimo anno. Contratti in scadenza rinnovati quindi per i due rossoblù, che hanno incontrato in sede il responsabile dell’area tecnica Ercole Di Nicola e il consigliere d’amministrazione Massimo Chiodi, trovando l’accordo per un biennale che sottoscriveranno venerdì.
“Sono soddisfatto – commenta Di Nicola – perché sono due giocatori che hanno sempre dimostrato l’attaccamento a questa maglia”.
Nei prossimi giorni previsti altri incontri per possibili altre conferme.
Nel frattempo il centravanti Saveriano Infantino, che ha un altro anno di contratto in rossoblù, ha ricevuto diverse offerte, ma difficilmente rescinderà per accasarsi altrove.
Domani giornata impegnativa per Di Nicola: in mattinata sarà a Trigoria (Roma), insieme al vice presidente Massimo Mancini e al dirigente Luca Ioannucci, e, nel pomeriggio, con il direttore generale Elio Gizzi, si recherà nella sede del Pescara.
Alla Roma i dirigenti aquilani chiederanno i baby Matteo Ricci (centrocampista-trequartista) e Marco Frediani (attaccante-ala sinistra), entrambi nati nel 1994, mentre al club biancazzurro i rossoblù proveranno ad avere Danilo Soddimo, attaccante di grande esperienza, e due ragazzi della Primavera Marco Vittiglio (terzino destro) e Salvatore Falso (portiere).
Nel frattempo L’Aquila ha sondato la pista che porta al centrocampista 32enne Crocifisso Miglietta, che non ha rinnovato il contratto con la Ternana, squadra che milita nel campionato di serie B.
Il mediano pugliese piace anche al Lecce e alla Salernitana; quest’ultima è in concorrenza con i rossoblù per l’attaccante Claudio De Sousa, bomber in forza al Chieti. (s.cas.)
LE GIOVANILI A ROMA FANNO DISCUTERE
Nel frattempo non è passata sotto silenzio la questione del settore giovanile aquilano, che dovrebbe essere spostato a Roma.
Per il consigliere comunale socialista Gianni Padovani, “è vero che spesso le voci di corridoio restano tali per cui non occorre prendersi la briga di preoccuparsene, ma è altrettanto vero che molte volte il germe originario di eventi che poi si concretizzano è da rintracciarsi proprio lì, nelle inutili ed insignificanti ‘chiacchiere di corridoio’. Voci che in questi giorni iniziano ad insinuarsi tra i corridoi del mondo sportivo facente capo alla nostra città, L’Aquila, in merito ad un possibile trasferimento nella metropoli Capitolina del settore giovanile dell’Aquila calcio, neo promossa in prima Divisione; approfitto dell’opportunità per rivolgere pubblicamente i più sentiti complimenti per la vittoria del campionato. Sospetto alimentato in parte dalle vaghe risposte fornite dal Cda della Società L’Aquila calcio in occasione della conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi per la presentazione del nuovo organigramma, circostanza in cui agli interrogativi circa l’utilizzo del rinnovato impianto romano ‘Francesca Gianni’ sono state avanzate asserzioni poco chiare e convincenti”.
“Il mio desiderio più forte – spiega Padovani, che nella vita è anche calciatore – non è quello di far polemica, lungi da me, di polemiche attualmente ne abbiamo fin troppe, bensì avere presto la conferma da qualche personalità a ciò autorizzata di come tutto sia falso, un fraintendimento, una trovata pubblicitaria, o che so io. Perché una notizia del genere, qualora fosse vera, equivarrebbe davvero a costruire una lapide marmorea sul futuro sportivo ed adolescenziale dei nostri ragazzi, di cui molti talentuosi, già posti a dura prova ogni giorno da una realtà precaria come quella dell’Aquila post-sisma ove è sempre più difficile trovare una collocazione sociale che dia loro la possibilità di poter vivere liberamente, come tutti i coetanei, la propria adolescenza. E non sto qui a ricordare le innumerevoli difficoltà che il terremoto ha causato, anche indirettamente, alle nuove generazioni aquilane che si apprestano ad affacciarsi alla vita reale, alla freddezza delle macerie, alla penuria di centri e piazze ove poter esplicare le proprie legittime attività sociali, alla provvisorietà di scuole ed alloggi, ai fine settimana trascorsi immersi nelle vetrine dei centri commerciali”.
“Non serve ricordare tutto questo – continua il giovane consigliere – credo si tratti di situazioni sotto gli occhi di ciascuno, di chiunque abbia un minimo di sensibilità per avvertire il malessere ed il disagio che i giovani aquilani continuano a vivere loro malgrado, servirebbe invece capire e far comprendere agli organi ed ai soggetti competenti che un simile espianto per L’Aquila e per i nostri ragazzi sarebbe davvero un colpo di grazia che nessuno di loro merita, né una città che conta già troppe cicatrici e menomazioni, né ragazzi amanti dello sport, del calcio, che spesso trovano proprio in questa specialità agonistica l’unica via di fuga e di svago”.
Per Padovani, “si è parlato e si parla tanto di far rinascere la città anche dallo sport, ebbene sarebbe questa la strategia da adottare? Traslocare a Roma il vivaio rosso blu di bambini ed adolescenti che la società dell’Aquila Calcio vanta da anni (Berretti, Allievi, Giovanissimi, Esordienti, Pulcini, Piccoli Amici) significa per qualcuno contribuire alla rinascita dell’Aquila e della sua sfera sportiva?”.
“Magari sì – prosegue polemicamente Padovani – meglio dare ad altri talenti italiani un più comodo accesso alle Scuole Calcio di una società intitolata (fino a prova contraria) all’Aquila, e lasciare i nostri giovani di fronte alla comoda scelta di viaggiare, trasferirsi a vivere a Roma con le famiglie, considerando la tenera età, o più semplicemente abbandonare e correre al centro commerciale a far lievitare la già ingente mole di adolescenti allo sbaraglio!”.
“Non mi piace ripetermi, ma in simili circostanze non posso astenermi, pertanto torno a sperare, a pregare, ad augurarmi che si tratti solo di inutili ed insignificanti “chiacchiere di corridoio”, conclude il consigliere socialista.






