L’AQUILA – Comincia nel peggiore dei modi l’anno zero dell’Aquila, anzi, della Città di L’Aquila, quello che la vede suo malgrado iun Prima Categoria.

Il Pizzoli infatti se ne torna a casa dopo aver violato, con merito, lo stadio aquilano in un posticipo della prima giornata da padrona di casa, in quella che è in realtà la casa dell’Aquila (impossibile far entrare nel pur attrezzato stadio di Pizzoli il pubblico presente stasera, oltre mille gli spettatori, al “Gran Sasso-Acconcia”), grazie a un gol di Piri al 21′ del primo tempo e addirittura in dieci contro undici dal 22′ della ripresa (espulso Giannuzzi per doppia ammonizione).

In una partita a tratti violenta, con un arbitro, il pescarese Sciubba, spesso in confusione – e neppure aiutato dall’assistente nel gol del Pizzoli, gol in evidente fuorigioco – e nonostante l’azzeccata (seconda) ammonizione per simulazione rifilata a un Giannuzzi bravo a tuffarsi in area di rigore aquilana, ma non così bravo da ingannare il pur imbarazzato direttore di gara.

Nervi a fior di pelle sono stati registrati pure in una tribuna praticamente occupata dai tifosi del Pizzoli, furiosi, presidente compreso, nei confronti dei calciatori aquilani più ‘duri’, del direttore di gara e anche di qualche tifoso locale.

Ad alzare la voce, come sempre, in difesa dei rossoblù dell’Aquila sono stati gli ultras in curva sud, gli stessi che hanno pure contestato senza mezzi termini l’amministrazione comunale guidata dal sindaco, Pierluigi Biondi, con cori contro chi è ritenuto responsabile del tracollo della prima squadra del territorio, assessore allo Sport Alessandro Piccinini in primis. 

Alla fine, comunque, in campo ha vinto con merito la squadra più pronta, più fresca e sicuramente più motivata, convinta da ben prima del fischio d’inizio di fare bottino pieno in uno stadio che sarebbe da Serie B e che invece si ritrova a ospitare la Prima Categoria. Roberto Santilli