L’AQUILA – “Vinca il migliore”.

Al di là delle parole di circostanza che “sfornano” i presidenti dell’Aquila Calcio e del Teramo Corrado Chiodi e Luciano Campitelli, sarà un derby da sangue bollente quello di domenica 22 febbraio allo stadio “Fattori” dell’Aquila, dove si sfideranno la quinta e la seconda forza del girone B di Lega Pro Unica nella 26esima giornata di campionato.

I diavoli teramani hanno gli stessi punti dell’Ascoli, 47, ma hanno segnato meno gol e ne hanno beccati di più, ma i rossoblù aquilani, pur con dieci punti in meno dei cugini, devono recuperare due partite rinviate per maltempo, quelle interne contro Pontedera e Tuttocuoio.

Al “Fattori” la sfida sarà apertissima e i due presidenti lo sanno benissimo, da amici nella vita e colleghi nel calcio, con quel pezzo di storia, la doppia finale playoff dell’allora Seconda Divisione, C2 per chi ha vissuto la preistoria, che ha visto L’Aquila imporsi sul Teramo, poi salito in Prima Divisione un anno dopo via ripescaggio.

“All’andata, L’Aquila Calcio mi ha davvero impressionato – le parole di Campitelli ad AbruzzoWeb – perché è riuscita a imporsi in dieci contro undici nel nostro momento migliore (gol vittoria di Sandomenico, espulso il rossoblù Mancini, ndr). Penso sia la squadra più forte contro cui abbiamo giocato, con un allenatore fresco di nomina, Nunzio Zavettieri, appena subentrato a Giovanni Pagliari”.

“Questo derby sarà duro per entrambe, il fatto che il Teramo sia messa meglio in classifica vuol dire tutto e non vuol dire niente – precisa il presidente biancorosso – ma noi siamo tranquilli e sereni. Sto vivendo la vigilia allo stesso modo dei ragazzi, tranquillo e sereno. E poi, la ‘ferita’ di due anni fa è cicatrizzata, perché L’Aquila si era comunque dimostrata più forte e perché alla fine siamo riusciti a fare il salto di categoria. E adesso…”.

E adesso, c’è una lettera che si fa grossa e prepotente all’ombra del versante teramano del Gran Sasso.

“La B? Sì, certo, la Serie B – scherza Campitelli – quella che nessuno aveva programmato, salvo la decisione di puntare su due attaccanti forti come Donnarumma e Lapadula, e che sta lì a brillare senza che io me ne preoccupi, perché non guardo mai e poi mai la classifica, per evitare che mi venga l’ansia. Stiamo facendo una grandissima stagione, al di là delle più rosee aspettative. E dobbiamo continuare così. Dico solo questo”.

Sul rapporto con Corrado Chiodi, Campitelli afferma che “c’è una bella amicizia, grande rispetto. Sono orgoglioso di essere teramano ed abruzzese, così come Corrado è orgoglioso di essere aquilano e abruzzese. Rappresentiamo due realtà bellissime del calcio moderno, realtà fatte di valori veri, di serietà. Non può che esserci stima reciproca, anche perché entrambi siamo consapevoli degli sforzi che bisogna fare per mantenere un certo livello di forza. Io potevo cedere Donnarumma e Lapadula a dicembre per cifre grosse, ma ho scelto di tenerli. Anche perché, sono uno all’antica, mi piacciono le squadre con gli attaccanti con le palle, quelli che vivono per il gol”.

“Sarà un derby vero. Spero di fare uno sgambetto al mio amico Luciano, con cui mi sento spesso. Lo piglio sempre in giro e lui mi risponde da par suo”, dice a questo giornale Corrado Chiodi, bloccato a casa da una febbre che però, assicura, non gli impedirà di essere allo stadio, nel suo stadio, domenica pomeriggio.

“Ma ci sarà bisogno del nostro pubblico, la città deve rispondere in massa, vogliamo lo stadio pieno. I tifosi teramani arriveranno in gran numero, quindi da parte nostra deve esserci una risposta di pubblico all’altezza del derby e delle due squadre in campo”.

“Il nostro gruppo è sereno, siamo sempre stati sereni – il pensiero di Chiodi sul recente periodo poco brillante dei suoi rossoblù – quindi mi aspetto una grande prestazione dei ragazzi. Il Teramo è una squadra fortissima che merita la posizione in classifica, noi però siamo una squadra altrettanto forte con una voglia matta di recuperare terreno, considerando che abbiamo due partite da recuperare”.

Sul derby della storia, il doppio derby della storia, giugno 2013, Chiodi ha ovviamente un ricordo indelebile. “Nessuno potrà mai cancellare quella impresa, ma oggi siamo dentro una nuova storia e dobbiamo fare di tutto per migliorarci”.

“La B? Sognare è un diritto inviolabile”, dice quindi il presidente aquilano, che sul finire di intervista rivela: “Ogni tanto, con Luciano ci chiediamo cosa potremmo fare se fossimo entrambi al timone di una società. Sono sicuro che il mondo del calcio ne vedrebbe delle belle”.