L’AQUILA – Costruire da zero un settore giovanile appoggiandosi a Roma, veder crescere dei potenziali campioni e godersi una squadra che giochi bene a calcio, fatta di promesse ma anche di qualche certezza come ‘ciliegina’ sulla torta. Magari in uno stadio, in quello stadio, senza barriere.
La filosofia in rossoblù di Massimo Mancini, vice presidente dell’Aquila Calcio Corrado Chiodi, è mossa da queste tre voci ben definite.
C’è un campionato di Prima Divisione all’orizzonte e la società aquilana fresca vincitrice dei play off contro il Teramo affila le armi per consegnare al riconfermato tecnico Giovanni Pagliari una rosa che possa ben figurare.
Il motto è: no alle comodità da torneo privo di retrocessioni, sotto con i progetti seri e possibilmente a lungo termine.
Mancini, il mercato dell’Aquila Calcio parla chiaro: tanti giovani di prospettiva e pochi, veri, gioielli.
Si sta affrontando un discorso molto ampio, che guarda al futuro. I calciatori in arrivo hanno le caratteristiche dei campioni di domani, devo dire che è entusiasmante vederli giocare e crescere in rossoblù. Quando saranno calciatori affermati, famosi, vincenti, si saprà da dove sono partiti.
Di necessità virtù. Le società europee di spessore puntano con forza al settore giovanile, ora tocca pure a quelle delle categorie inferiori.
Non possiamo comportarci diversamente. Quella dell’anno scorso era una squadra costruita per vincere che è costata molto, adesso le cose vanno rimodellate per impostare nel migliore dei modi il progetto dell’Aquila Calcio che è e che verrà.
Per questo vi siete legati a un settore giovanile forte come quello di Roma?
Il settore giovanile resta all’Aquila, a Roma c’è l’appoggio, Roma è il luogo per far crescere bene anche quei pochi elementi che vengono fuori qui da noi. Ma non prendiamo soltanto i ‘baby’, visto che abbiamo voluto fortemente una punta di qualità e già matura come Claudio De Sousa, senza contare il rinnovo di gente esperta come Marco Pomante.
In città c’è chi non ha digerito questa specie di trasloco.
Ripeto, il settore giovanile resta qui, ma c’era bisogno di una collaborazione importante, di un modo per costruire da zero un settore che all’Aquila, purtroppo, non ha mai espresso granché. Fossimo rimasti dell’idea che le giovanili si fanno tanto per farle, avremmo continuato a compromettere anche le speranze di chi nasce col pallone fra i piedi qui all’Aquila. Le giovanili impostate come diciamo noi sono espressione di una società sana che guarda al futuro, di soldi, tanti, per il calcio non ce ne sono come qualche tempo fa.
Capitolo pubblico e campagna abbonamenti. Da parte vostra il messaggio alla città e alla tifoseria che frequenta poco lo stadio è chiaro: noi abbiamo vinto, ora tocca a voi.
Una società ambiziosa ha bisogno di un ambiente ambizioso. In C1, o Prima Divisione, un pubblico di neanche 1500 paganti non serve e direi che non ha senso avere una squadra in questa categoria con una cornice di pubblico non all’altezza, mentre in città come Salerno ci sono 15mila persone tutte le domeniche in casa. All’Aquila è arrivato il momento di ritornare a certi livelli, la piazza, sempre molto esigente, in passato ha fatto vedere grandi cose non soltanto quando c’erano di mezzo le finalissime.
I tanti fallimenti degli ultimi anni non sono stati ‘salutari’ per la fiducia della piazza.
Lo stesso discorso potrebbe valere anche per me e gli altri dirigenti, ma abbiamo dimostrato il contrario.
Un salto di qualità ulteriore arriverebbe se si giocasse nello stadio senza barriere di Acquasanta, in attesa di ‘battesimo’ da decenni.
Lo stadio rientra nel discorso generale. Se la piazza vuole crescere, deve pretendere lo stadio nuovo. Anche la stampa locale deve pretenderlo. Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. Onestamente non se ne può più di un terreno inadatto, specie in inverno. Chi ha giocatori di qualità in squadra ha bisogno di un campo di qualità.
Sembra soddisfatto del lavoro del responsabile dell’area tecnica Ercole Di Nicola, che aveva giurato di andar via a fine campionato, poi però ha vinto ed è rimasto, promettendo di vincere ancora.
Il lavoro di Ercole è sotto gli occhi di tutti. Nell’ambiente è un professionista rispettato e stimato, ha grandi qualità. Giusto confermarlo, perché andare a cercare altro quando il meglio l’hai già in casa?
Stessa musica per mister Pagliari. Preso al posto di Maurizio Ianni a poche giornate dalla fine in un momento terribile, ha portato la squadra al trionfo.
Certo. Al mister chiedo di attrezzare una squadra che giochi bene, che faccia divertire chi la guarda. La società sta facendo ciò che deve per regalargli una rosa forte, ora tocca a lui. A stagione in corsa, anzi, quasi al termine, non ha potuto puntare al bel gioca. Adesso ha tutto il tempo, so che ci riuscirà.






