TERAMO – È morto l’ex presidente del Teramo Calcio Romano Malavolta Junior, imprenditore che aveva portato i biancorossi a un passo dalla promozione in serie B.

Presidente del Teramo dal 1997 al 2008, da tempo malato, Malavolta Jr si è spento all’età di 42 anni.

La notizia si è subito diffusa facendo il giro della rete. La pagina Facebook del sodalizio oggi guidato da Luciano Campitelli è bordata a lutto e molti sono i commenti dolorosi dei tifosi teramani.

In ricordo e in memoria del giovane ex presidente, in occasione della prossima gara con il Riccione, la squadra scenderà in campo con il lutto al braccio e prima della gara verrà osservato un minuto di raccoglimento.

Tra l’altro con i romagnoli con estrema probabilità arriverà la matematica promozione in Lega Pro dei biancorossi, a questo punto il ritorno nel calcio professionistico verrà dedicato alla memoria di Malavolta.

Alla famiglia Malavolta, alla signora Patrizia e ai piccoli Edoardo e Filippo le più sincere e sentite condoglianze per il grave lutto anche dalla redazione di AbruzzoWeb.

CAMPITELLI: ”UN UOMO PRIMA CHE UN PRESIDENTE”

“Se ne va un uomo di soli 42 anni con una moglie e due figli: lo sport è solo un angolo della vita, la morte di Malavolta è una tragedia a livello umano”, è il commento ad AbruzzoWeb del presidente del Teramo, Luciano Campitelli, dopo la notizia della scomparsa di Romano Malavolta Junior, suo predecessore.

“Al di là dell’aspetto sportivo – aggiunge Campitelli – e della sua esperienza nella Teramo Calcio che, a mio parere, è stata comunque positiva, rimane lo sgomento per una morte così prematura. Porgo le mie condoglianze alla famiglia Malavolta da parte mia e da parte di tutta la società del Teramo”.

Campitelli subentrò a Malavolta nel 2008, dopo il fallimento, ma i due non si sono mai conosciuti di persona.

“Sinceramente, non ci ho mai parlato perché affidai le pratiche dell’acquisto della società al mio legale ma ripeto, mi dispiace a livello umano e prendo a cuore il dolore della sua famiglia perché anche io ho problematiche mie personali. Spero di dedicare la vittoria del campionato a una persona speciale della mia famiglia”.

Mercoledì, in occasione di Teramo-Riccione, si osserverà un minuto di raccoglimento e i biancorossi giocheranno con il lutto al braccio.

IL RICORDO DI MISTER ZECCHINI: ”IL NOSTRO RAPPORTO TORMENTATO”

La morte di Romano Malavolta Junior ha scosso tutto il mondo del calcio abruzzese.

Raggiunto nella sua abitazione di Varese, l’ex allenatore del Teramo dei tempi d’oro, Luciano Zecchini, è incredulo e ha un sussulto quando gli comunichiamo la notizia che nessuno mai avrebbe voluto dare e ricevere.

“Non l’ho più sentito da quando andai via da Teramo – spiega il tecnico ad AbruzzoWeb – ma sapevo che stava meglio, che aveva superato i suoi problemi e che faceva controlli di routine a Pavia. Non me l’aspettavo proprio, è una brutta notizia: faccio le condoglianze alla famiglia Malavolta ma non mi piace unirmi alle commemorazioni formali e seguire la prassi, perché spendere parole di elogio per una persona solo quando non c’è più non lo trovo giusto”.

Arrivato nella stagione 2001-2002, Zecchini insieme a Malavolta, riporta il Teramo in C1 dopo 14 anni: l’anno successivo centra i play-off (quarto posto) e vede sfumare il sogno della B solo per colpoa del Martina, sconfitto all’andata 1-0 ma vincente al ritorno 1-0 e qualificato per il miglior piazzamento (era arrivato terzo).

Simone Pepe, Morris Carrozzieri, Christian Terlizzi, Simone Motta, Mattia Biso, Florian Myrtay i nomi di una squadra che fa impazzire una città intera, molti dei quali poi si sono affermati nel calcio di vertice.

Nella stagione 2004- 2005, Malavolta conferma sulla panchina biancorossa ancora Zecchini che, però, viene subito esonerato alla prima giornata dopo la sconfitta interna con la Fermana: richiamato in corso d’opera, chiude 13°.

“È stato un rapporto di alti e bassi – aggiunge Zecchini – caratterizzato da momenti di grande affinità e feeling e altri di rottura e scontri: all’inizio eravamo in sintonia poi, il nostro rapporto è venuto via via scemando e Il doppio esonero di quella stagione tumultuosa sancì la fine del nostro matrimonio ma di un ciclo comunque positivo”.

“A Teramo sono stato benissimo – conclude l’allenatore – sono molto grato alla città e allo stesso Malavolta per l’opportunità che mi ha concesso. Seguo con piacere le sorti del ‘Diavolo’ che ha dominato il campionato e che, meritatamente, torna tra i professionisti. Il mio futuro? Vent’anni di esperienza nel calcio non contano più, oggi si dà spazio a gente che non ha mai allenato”.