L’AQUILA – Anche dallo sport e con lo sport può determinarsi una vera ripartenza.

E all’Aquila, per tre giorni, si è tenuto l’evento fieristico “Fare L’Aquila”, organizzato per dare alle imprese locali impegnate nella ricostruzione l’occasione di confrontarsi e presentarsi alla città.

Così nello stand dell’Aquila Calcio, organizzato dal direttore generale Fabio Aureli, anche la società rossoblù era presente con le sue gloriose maglie, con i suoi ricordi, i gadget e con tanti tifosi, atleti, sportivi e curiosi che hanno partecipato all’iniziativa.

La società aquilana, che sta per cambiare presidente, a Elio Gizzi subentrerà il costruttore Corrado Chiodi, per l’occasione ha voluto richiamare per l’occasione da Pescara chi scrive, che per oltre cinquant’anni ha seguito le vicende rossoblù come cronista del Corriere dello Sport.

E gli ha affidato il tema “L’Aquila Calcio tra passato, presente e futuro, ovvero 85 anni di storia vissuta”.

E così partendo dalla nascita della società le cui radici sono del 1926 (La Folgore) passando per l’anno in cui si federò (1931) è stata ricordata la vittoria di Genova del 1934 che portò l’Aquila in serie B, prima squadra abruzzese a raggiungere tale ambitro traguardo.

Quindi altri passaggi importanti tra cadute e resurrezioni fino all’illusione nel 2001 quando la formazione allenata da Paolo Stringara battè il Palermo e chiuse l’andata con il titolo di campione d’inverno.

Ma la delusione maturata nel girone di ritorno fu perfino superiore a quella di quest’anno che ha visto sfumare nelle ultime gare la possibilità di disputare i play off e poter andare in Prima Divisione con il Perugia.

Per quanto concerne il futuro, dopo aver ricordato l’aspetto educativo e formativo del calcio ai tanti giovani della Beretti presenti con il loro allenatore Donato Laraspata, sono stati lanciati alla dirigenza aquilana tre input.

Il primo: fare realmente un gemellaggio con il Bologna ricordando il portiere Rusconi che consentì all’Aquila di scegliere i colori rossoblù delle maglie come quelli della città felsinea.

Il secondo: allacciare contatti con l’Inter e organizzare una manifestazione nel ricordo di Annibale Frossi, campione d’Italia e olimpionico di Berlino, che giocò con l’Aquila nel campionato 1935/36 e fu ceduto all’allora Ambrosiana Inter per 50 mila lire.

Terzo: L’Aquila, città della pace e della Perdonanza, lanci un messaggio sportivo auspicando l’abbattimento della rete di recinzione dello stadio ‘Fattori’ come segnale di civiltà, alla stregua di quanto esiste già negli stadi inglesi.

Un appello finalmente raccolto dal direttore della Lega Pro, Francesco Ghirelli, che nei giorni scorsi si è espresso favorevolmente sulle colonne dello stesso Corsport per realizzare questo progetto.

E non sarebbe male se anche i tifosi partecipassero con quote personali a potenziare la società per un rilancio futuro soprattutto per far sentire ancora più forte la passione rossoblù.