L’AQUILA – Lasciare il calcio per cercare un lavoro.

La decisione è del portiere aquilano Simone Pettinari, 25 anni, che spiazzando tutti ha rescisso il contratto che lo legava all’Avellino perché ha intenzione di trovare un posto e chiudere con lo sport a livello professionistico.

Lo scorso anno la stessa decisione la prese anche un giocatore del Chieti, l’attaccante Alessio Rosa, ma la sua scelta fu determinata dal fatto che un imprenditore gli aveva già offerto un posto di lavoro e nello stesso tempo un posto nella sua squadra tra i dilettanti.

Invece Pettinari ha voglia di chiudere del tutto con il calcio giocato e di pensare solo a lavorare.

”A 25 anni posso ancora trovare un lavoro – spiega – e quindi è meglio che smetta subito. Ho ancora un’età che mi permette di avere qualche opportunità”, spiega.

”Avevo un buon contratto con l’Avellino – ammette il portiere aquilano – ma preferisco chiudere adesso la carriera e trovare una sistemazione lavorativa che mi possa dare garanzie per il futuro, anche perché non sono un giocatore che guadagna cifre spropositate”.

L’estremo difensore, ormai ex, spiega di aver fatto una scelta molto ponderata, snocciolando tutte le sue argomentazioni.

”Ho superato l’età per essere un under – ricorda – e ora quasi tutte le squadre scelgono portieri fuori quota anche in Lega Pro. Insomma, quest’anno non partirei titolare e difficilmente giocherei: questo fatto per me sarebbe devastante. Fare solo allenamenti in questa stagione vorrebbe dire che l’anno prossimo non mi cercherebbe nessuno: allora perché aspettare?”.

Cresciuto con L’Aquila Calcio, Pettinari si è trasferito giovanissimo a Savona. Nonostante la giovane età, l’aquilano ha vinto due campionati di serie D, per poi approdare in Lega Pro ad Arezzo, Aversa Normanna, Avellino e Neapolis.

A facilitare la decisione di Pettinari anche il mondo del calcio che si è incattivito. ”Come in tutte le cose anche nel mondo del calcio non c’è rispetto – si sfoga – Siamo solo numeri e quando non serviamo subito ci mettono alla porta. Non c’è considerazione per la persona. Le ultime esperienze calcisitiche non sono state affatto belle”.

Di qui la decisione di lasciare e saltare nel buio. Per ora, senza rimpianti.

“Abbandonare il mondo del calcio non è un dramma, anche se un mio compagno mi ha telefonato chiedendomi che cosa mi sia saltato in mente. Per ora non so quale lavoro mi aspetta, ma non ho paura”, conclude speranzoso.