L’AQUILA – Il sogno di diventare calciatore professionista potrebbe diventare realtà per 50 ragazzini abruzzesi che da oggi partecipano allo stage dell’Atalanta a Roseto (Teramo).
La società bergamasca metterà alla prova i piccoli calciatori abruzzesi provenienti da ogni parte della regione. Tra i selezionatori, anche l’aquilano Giancarlo Centi, collaboratore del responsabile del settore giovanile nerazzuro Nino Favini.
“So che oltre a ragazzini marsicani e teramani, ci saranno anche alcuni giovani provenienti dai vivai dell’Aquila Calcio e dell’Amiternina – spiega Centi ad AbruzzoWeb – il nostro capo scouting Ottorino Piotti (ex portiere che ha militato con Milan, Avellino e Atalanta, ndr) selezionerà i migliori. Quelli che, a suo parere, hanno maggiori attitudini potrebbero arrivare presto a Bergamo”.
“È un’attività che il nostro club svolge da circa un anno – prosegue Centi – Giriamo in lungo e in largo l’Italia per cercare giovani promesse, ma solo quelli che sono davvero bravi avranno la possibilità di mettersi alla prova con i nostri. È necessario che siano anche più bravi dei nostri per entrare a far parte dei Giovanissimi e a seguire Allievi e Primavera”.
Il vivaio dell’Atalanta, tra i più prolifici dello stivale, ha regalato grandi campioni al calcio italiano: dai nomi che hanno scritto la storia del pallone, come Gaetano Scirea e Roberto Donadoni, fino ai più attuali Giampolo Pazzini, Riccardo Montolivo, Giacomo Bonaventura e Manolo Gabbiadini. Tra gli abruzzesi, i marsicani Domenico Morfeo e Luciano Zauri, quest’ultimo oggi tra le file biancazzurre del Pescara.
“Lavoriamo per creare nuovi campioni, come quelli avuti finora – spiega Centi – per i giovanissimi abbiamo un’attenzione particolare. Le famiglie ce li affidano completamente. Sono ospitati nella Casa del giovane, una struttura diretta da preti, dove mangiano, dormono e studiano. Si allenano tre volte a settimana e, nel tempo restante, studiano come tutti i ragazzini. È importante che vadano a scuola, data la loro giovane età”.
In riferimento al calcio aquilano, Centi ammette che la strada per i giovani che vogliano diventare campioni “è sicuramente più dura, rispetto alle altre città d’Itlalia”.
“Non conosco molto la realtà calcistica aquilana perché sono andato via molto tempo fa – conclude – Da dopo il terremoto, però, mi sembra che non ci siano più strutture per potersi allenare, ma soprattutto i ragazzi non hanno punti di ritrovo o luoghi dove poter crescere e socializzare. Lo sport è un mezzo importante per poter restituire ai giovani le motivazioni e i sogni necessari per andare avanti”.






