L’AQUILA – “Seicentoventi cacciatori in quattordici metri quadri!”: l’iperbole di Paolo Villaggio nel descrivere (nel suo secondo Fantozzi del 1976) la scena della riapertura della caccia è valida ancora oggi, prima giornata di “pre apertura” della stagione venatoria in Abruzzo.

Ieri mattina i ventimila cacciatori della regione hanno potuto mettere mano alle armi, ma solo fino a mezzogiorno, e altrettanto potranno fare oggi, lunedì 6, e sabato e domenica prossimi, 11 e 12 settembre.

Non solo, in queste quattro giornate ci sono anche limiti di specie: si può cacciare solo con la modalità dell’appostamento e con un limite di carniere: tortora (massimo cinque capi al giorno), merlo (pure cinque capi al giorno), cornacchia grigia, gazza e colombaccio.

Fissate di recente dal Consiglio regionale, calendario e regole selettive hanno provocato il malcontento delle doppiette abruzzesi.

“Il calendario – ha dichiarato infatti il presidente abruzzese di Federcaccia, Matteo Francioni – penalizza i cacciatori abruzzesi. Non si può tollerare che a 20 chilometri di distanza, nelle Marche, la situazione sia completamente diversa”.

IL CALENDARIO VENATORIO

L’apertura ufficiale della caccia in Abruzzo ci sarà il 19, terza domenica di settembre, secondo questo schema: quaglia e starna (fino al 30 novembre), tortora, merlo, allodola (fino al 20 dicembre), fagiano, ghiandaia, cinghiale (fino 31 dicembre), colombaccio, cornacchia grigia, gazza, volpe (fino al 31 gennaio), lepre dal 1º ottobre al 31 dicembre.

Il grosso delle catture, però, può essere fatto dal 15 ottobre al 31 gennaio per cesena, tordo bottaccio, tordo sassello, germano reale, folaga, gallinella d’acqua, alzavola, porciglione, fischione, codone, mestolone, marzaiola, moriglione, beccaccino, pavoncella, canapiglia, frullino.

Dal 1º novembre al 31 gennaio tocca alla beccaccia. Dal 1º ottobre al 30 novembre, infine, a coturnice e moretta. La stagione chiuderà ufficialmente i battenti il 31 gennaio.

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