L’AQUILA – “Il sindaco dell’Aquila è l’unico responsabile del disastro del Progetto Case se la prende con i cittadini e scarica le colpe su altri”.
Il comitato Domiciliati Case dell’Aquila attacca duramente il sindaco, Massimo Cialente, e ne chiede le dimissioni, dopo l’ultimo post infuocato del primo cittadino su Facebook in cui attacca gli assegnatari “normo-benestanti che non vogliono pagare le bollette”.
Secondo il sindaco, infatti, l”85% dei nuclei familiari morosi hanno l’Isee superiore a 12 mila euro e sono gli aquilani che stanno tranquilli: hanno reddito e lavoro. Anzi, molti sono proprietari delle case che stiamo rifacendo ex novo. Soprattutto quelle del centro storico, che non vedevano un manovale per la manutenzione da almeno 100 anni”.
Cialente torna ad attribuire la responsabilità delle morosità “alla politica del centro destra”.
“Queste famiglie credo che facciano il noto segno dell’ombrello ogni volta che li sollecitiamo – sottolinea – Questi nuclei sono 2.660 e devono al Comune, cioè a tutti gli altri aquilani ben 3 milioni 960 mila euro”.
“Il consigliere Liris e la senatrice Pelino, con la sottoscritta ed altri rappresentanti del Comitati Progetto Case hanno incontrato in passato il ministro Boschi ed il sottosegretario De Micheli – scrive in una nota Andreina Pellegrini del comitato Domiciliati Case – La richiesta, in entrambi i casi, è stata il pagamento delle utenze in proporzione ai reali consumi e non sulla base dei
metri quadrati. Questa richiesta, a seguito delle nostre sollecitazione e grazie anche all’emendamento della senatrice Pelino, è stata di fatto recepita dal Governo e da aprile 2016 si pagherà per consumi reali”.
“L’amministrazione Cialente non è stata e non è ancora oggi in grado di gestire il pregresso – aggiunge – È ridicolo da parte del Sindaco che da 9 anni gestisce male la nostra città cercare capri espiatori, si assuma le proprie responsabilità e chieda scusa ai suoi concittadini. A quegli aquilani che lui divide per censo, in “Signori” e non, cosa inaccettabile e vergognosa, soprattutto per un uomo di sinistra. Siamo stufi di sentire sciocchezze relative agli status sociali dei domiciliati c.a.s.e.: la divisione in signorotti e poveri è tanto offensiva quanto anacronistica”.
La Pellegrini sottolinea che “Cialente non ha saputo gestire il patrimonio Case a Map e non ha il coraggio e tantomeno la dignità politica di ammettere il suo fallimento amministrativo e di tutta la sua Giunta, non vuol riconoscere di aver caricato sulle spalle di tutti i cittadini aquilani un fardello così oneroso ed ingestibile quel quello delle abitazioni post-emergenziali”.
“Ha battuto i pugni sul tavolo per avere Case e Map nonostante fosse stato messo in guardia da un suo Dirigente, ha preso tutto a scatola chiusa mosso solo dal voler gestire tutto lui senza pensare agli interessi della Città e dei Cittadini aquilani lo sanno bene qual è la situazione e sorridono leggendo le esternazioni del cittadino Cialente che gioca ad attribuire ad altri le proprie responsabilità conseguenti le sue incapacità”, prosegue.
“In certi casi sarebbe più saggio tacere, evitando di agitare impropriamente la macchina del fango per spostare l’obiettivo dello sguardo dei cttadini aquilani, che, coscientemente, sanno a chi attribuire le responsabili del disastro amministrativo in cui sono costretti a vivere gli obbligati a restare in una Città ferita dal terremoto m distrutta da Cialente”, dice la Pellegrini.
“Il sindaco avrà mai il coraggio di dire le cose come stanno e dare notizie e dati veritieri? – conclude – Perché omette di dire che il Comune è sobissato di lettere dei domiciliati C.a.s.e. con le quali chiedono i giusti conteggi al fine di saldare le bollette? Perchè il Comune non emette bollette chiare in cui risultino i consumi di piastra ed i metri quadrati su cui vengono ripartiti in modo che l’assegnatario possa avere una fattura chiara è riscontrare il giusto addebito? Perché Cialente non chiarisce la transazione per il debito del progetto Case? Se il debito totale è di 4.700.000 euro perché è stata fatta una transazione per 7.900.000 euro? Gli Aquilani sappiano che gli interessi li pagherà la collettività intera. Cialente se ne vada, a capo chino e chieda scusa”. (m.gal.)



