BUSSI SUL TIRINO – Il Consiglio comunale di Bussi sul Tirino (Pescara) ha approvato una delibera che va nella direzione di far acquisire all’Ente la gestione dell’acqua ai fini della produzione dell’energia, attualmente sfruttata dalla centrale idroelettrica della Solvay.
Una risorsa che l’amministrazione intende affidare all’impresa che investirà nel sito industriale.
La decisione, che va nella direzione indicata dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, arriva alla vigilia della conferenza dei servizi convocata per venerdì a Roma che dovrebbe sancire la cessione al Comune di un terreno di 15mila metri quadrati attualmente nella disponibilità di Solvay, dove dovrebbe insediarsi la Unichimica di Alberto Filippi con l’azienda farmaceutica.
Secondo alcuni rumors, intanto, sembra allontanarsi l’ipotesi che sia il governatore ad essere nominato commissario per la bonifica al posto del compianto Adriano Goio. Una scelta ministeriale che avrebbe prodotto nervosismi, in un momento di forti tensioni a Bussi con il locale circolo del Pd che continua a fare muro e i consiglieri di minoranza Luca Navarra e Cinzia Trabucco che hanno infatti votato contro la delibera.
“Quando è venuto fuori che Solvay voleva vendere a Donato Todisco D’Alfonso ed io abbiamo detto che avrebbe potuto convivere con Filippi – ricorda il sindaco Salvatore Lagatta – ma dobbiamo creare le condizioni di favore che sono rappresentate anche dal valore energetico che si riscontra sul territorio e che deriva dal fiume, considerando che la concessione a Solvay è scaduta nel 2012 ed è in proroga fino al 2017″.
Con la delibera, abbiamo “dichiarato che il giacimento energetico è un bene pubblico a servizio della collettività, il Consiglio ha dato mandato al sindaco di richiedere alla Regione la derivazione dell’acqua del Tirino Medio ed Inferiore in modo che il Comune possa atrrarre sul proprio territorio gli investitori attuali e quelli potenziali concedendo loro l’utilizzo della risorsa energetica”.
“La Regione – spiega Lagatta – dovrà ora fare il bando di gara previsto dal decreto Bersani tenendo conto dell’interesse prevalente dell’amministrazione pubblica di tornare in possesso dell’area”.
“L’acqua non la voglio togliere a nessuno, il Pd ha votato contro, credo che non esista in Italia una situazione in cui il Pd si metta contro la decisione di far tornare in mano pubblica l’acqua”, conclude il sindaco. Marco Signori






