PESCARA – Il gruppo del Pd in Consiglio regionale contesta l’operato del difensore civico Giuliano Grossi che nei mesi scorsi ha nominato un commissario ad acta, Lorenzo Rossi, al comune di Bussi sul Tirino (Pescara) per l’approvazione del conto consuntivo 2010.

Nello stesso tempo il Pd e il Comune di Bussi chiedono la revoca del commissario, le cui spese peraltro sono a carico dell’amministrazione civica.

Per il consigliere del Pd Marinella Sclocco “il difensore civico non avrebbe potuto nominare il commissario ad acta, non avendo il potere per farlo, come dimostra una senteza della Corte Costituzionale del 2005 (la n. 167). Solo gli organi di governo, e quindi la giunta della Regione Abruzzo, avrebbero potuto nominare il commissario”.

“Grossi ha usato dei poteri che non ha”, ha sintetizzato Giovanni D’Amico.

Il sindaco Marcello Chella ha contestato nel dettaglio la scelta di ricorrere al commissario, nominato il 9 agosto, perché “il conto consuntivo è stato comunque approvato in Consiglio e comunque Grossi era stato avvisato per tempo che il Comune stava procedendo”.

“Tra l’altro – ha continuato Chella – i dati del nostro consuntivo sono uguali a quelli evidenziati dal commissario, cioè un attivo di 909 mila euro”.

“Ci chiediamo quindi – ha precisato Chella – che senso abbia questa guerra istituzionale e perché ci sia una particolare attenzione per il nostro ente, che ci appare ingiustificata. Perché il commissario non è stato inviato a Chieti?”.

Oggi è stata sollevata la questione, non di poco conto, del costo del commissario, a carico del Comune.

“Si prevede – ha concluso Chella – un esborso di circa 10 mila euro (250 euro al giorno più le spese vive) e per pagarlo si dovrà fare ricorso a un debito fuori bilancio”.