BUSSI SUL TIRINO – Si complica la partita della successione a Solvay nell’ex polo chimico di Bussi sul Tirino (Pescara).
All’inconcludente conferenza dei servizi di ieri a Pescara, dalla quale ci si aspettava la sottoscrizione del sospirato accordo di programma per la bonifica e la reindustrializzazione del sito, i vertici della Solvay hanno dichiarato ufficialmente di avere negoziati in fase avanzata con società interessate all’acquisizione.
Imprese diverse dalla Unichimica di Alberto Filippi, individuata dal Comune con avviso di manifestazione d’interesse. Tra queste si vocifera esserci il gruppo bresciano che fa capo a Donato Todisco.
Un annuncio che ha lasciato tutti a bocca aperta, compreso il sindaco Salvatore Lagatta che nutriva però da tempo il sospetto che il colosso belga stesse trattando con altri.
“Un fulmine a ciel sereno”, lo definisce Filippi, che ad AbruzzoWeb conferma l’interesse all’investimento pur dicendosi “sorpreso perché ad aprile ho mandato una lettera a Solvay per capire se si potesse andare avanti e iniziare una due diligence, e la risposta è stata negativa perché chiedevano la condivisione del percorso insieme alle istituzioni, ma non hanno minimamente fatto pensare che avessero una trattativa con un terzo soggetto”.
“Se volevano aprire una trattativa perché non sentire anche me che ero stato scelto dalle istituzioni, sono legittimati a farlo ma noi non abbiamo mica la rogna!”, aggiunge.
“Il fatto che ad aprile si manda a tutte le istituzioni una missiva ufficiale dove non si fa menzione a nuove trattative e oggi Bruno Aglietti (direttore dello stabilimento Solvay di Bussi, ndr) dice che hanno una trattativa avanzata lascia sconcertati, passi il tempo del nostro lavoro – dice Filippi – ma almeno un minimo di rispetto verso le istituzioni!”.
Eppure “all’inizio – ricorda – ci sono scambi di lettere in cui Solvay accettava di buon grado Filippi, il comportamento di oggi è insiegabile”.
Dall’imprenditore vicentino poi un encomio al lavoro di Comune e Regione, “che stanno dimostrando grande attaccamento alla problematica sociale, facendo quanto più di positivo possano fare per risolvere questioni sociali ed ambientali”.
“Negli ultimi anni sparare contro la politica è uno sport nazionale – continua l’imprenditore vicentino con alle spalle due esperienze parlamentari, la prima alla Camera e la seconda al Senato, entrambe con la Lega Nord – in questo caso invece stiamo toccando con mano che chi si sta comportando in modo preciso, virtuoso, aperto e positivo sono proprio le istituzioni. Per una volta i problemi non nascono dalla politica”.
No comment poi sul presunto ostruzionismo all’accordo da parte del Ministero dell’Ambiente, denunciato da Lagatta e prima ancora dal vice presidente della Regione Giovanni Lolli.
“Abbiamo parlato con dei tecnici, dovremmo iniziare a sentire anche qualcuno che rappresenta le istituzioni politiche – si limita a dire – per un sito importante e di rilevanza nazionale come Bussi la presenza del ministro Gian Luca Galletti sarebbe supergradita”.
Infine, non esclude una possibile convivenza con un’altra azienda come proposto dal presidente Luciano D’Alfonso, ma avverte: “La sabbia dentro la clessidra è terminata e la clessidra è anche stata girata, mi aspetto delle risposte in tempi brevissimi altrimenti non sono più disponibile, tanto che oggi stesso ho inviato al presidente della Regione una lettera ufficiale con i motivi per cui un ulteriore ritardo mi porterebbe a pensare di poter verificare dell’altro”.






