TERAMO – “Sono sinceramente colpito e profondamente rattristato dalle reazioni seguite a un mio post di ieri, intendo scusarmi e chiarire: in nessun modo intendevo attaccare, né tantomeno minacciare, la Magistratura, del cui lavoro ho profondo rispetto”.
Si cosparge il capo di cenere e fa marcia indietro a tutta forza il deputato Giuseppe Bellachioma, 57enne imprenditore nel ramo pompe funebri, coordinatore della Lega in Abruzzo, salito alla ribalta delle cronache nazionali dopo un post pubblicato su facebook, che dice quanto segue: “Messaggio da parte della Lega Abruzzo: se toccate il Capitano vi veniamo a prendere sotto casa…occhio”, rilanciando il commento con cui il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva provocatoriamente esortato la Procura di Catania ad indagarlo sulla situazione dei migranti che si trovano sulla nave Diciotti.
Bellachioma, vivamente “sollecitato” anche dai vertici nazionali del suo partito, ha fatto poi mea culpa, con un post riparatore, ma quando oramai la bufera era esplosa, provocando la dura reazione dell’Associazione nazionale magistrati, che ha parlato di “un fatto senza precedenti”.
Il post, si apprende da fonti di via Arenula, ha innescato anche il forte disappunto del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, del movimento 5 stelle, alleato di governo della Lega.
Sulla vicenda si sono registrate veementi reazioni da parte del centrosinistra locale e nazionale, e dell’ex presidente della Regione e senatore Pd Luciano D’Alfonso che annuncia un esposto contro Bellachioma.
Forte imbarazzo anche nella Forza Italia abruzzese, proprio nei giorni in cui si deve chiudere l’alleanza con la Lega in vista delle imminenti elezioni regionali.
“Il mio commento – ha precisato nella sua post ‘di riparazione’ Bellachioma – era mosso solo dalla reazione alle migliaia di insulti e attacchi a cui ogni giorno sono sottoposti Matteo Salvini e la Lega, dalle minacce di morte – sia sui social che sui muri delle città -, fino all’ordigno fatto esplodere recentemente davanti a una nostra sede. Ho ora ben compreso come le mie parole, scritte con leggerezza in un momento di forte emotività, possano aver generato sconcerto e aver offeso persone e istituzioni, non era questa la mia intenzione”.
“Come sempre, oggi come ieri, io e la Lega dell’Abruzzo – conclude Bellachioma – affronteremo la durezza della battaglia politica unicamente con la forza delle nostre idee e con l’amore per il nostro Paese”.
Dopo le scuse, Bellachioma ha dunque annullato la conferenza stampa programmata per domani a Montesilvano (Pescara), in cui aveva intenzione di entrare nel merito della vicenda.
Consolandosi in questo momento così difficile per lui con l’ingresso nella Lega abruzzese di altri quattro esponenti politici di spicco: Nicoletta Verì, consigliere regionale e presidente Commissione Sanità nella legislatura di centrodestra di Gianni Chiodi, Mario Crivelli, ex sindaco di Sant’Eufemia a Maiella (Pescara) per due legislature, Alessio Orlando, consigliere comunale a Collecorvino ( Pescara), e Cristian Di Domenico, consigliere comunale di Elice (Pescara).
Pesano e peseranno come un macigno sulla sua “leggerezza” comunque le durissime parole dell’Amn.
“La stampa riporta la notizia di un post pubblicato su Facebook da un parlamentare della Lega nel quale vengono pronunciate chiare parole intimidatorie nei confronti dei magistrati in relazione ai fatti della nave Diciotti. Si tratta di una azione di una inaudita gravità che rappresenta un inaccettabile tentativo di interferire nella attività dei magistrati impegnati nella delicata vicenda. È un fatto senza precedenti, tenuto conto della provenienza da un parlamentare, da chi dovrebbe rispettare l’attività che svolgono tutte le Istituzioni, tra esse la magistratura. L’Anm respinge ogni tentativo di interferenza e di intimidazione, assicurando che tutti i magistrati svolgono e continueranno a svolgere i propri compiti rispondendo esclusivamente alla legge, per cui ogni tentativo di condizionamento sarà vano”.
“Le dichiarazioni dell’on. leghista abruzzese Giuseppe Bellachioma sono di una gravità inaudita e destano grande preoccupazione”, ha scritto poi il senatore D’Alfonso.
“Sul piano politico sembra essere ritornati al periodo fascista, durante il quale l’indipendenza della magistratura fu completamente annullata e qualche magistrato coraggioso subiva atti di intimidazione non dissimili da quello messo in atto da Bellachioma”.
“Dire, rivolto ai magistrati: ‘Se toccate Salvini veniamo a prendervi a casa’ equivale alle parole di minaccia ‘Chi tocca il Duce avrà piombo’ rivolte al magistrato Mauro Del Giudice che mise sotto accusa i fascisti indiziati dell’omicidio di Matteotti – continua l’ex governatore – Il clima è questo e le forze democratiche hanno il dovere di non sottovalutarne i rischi, anche se la magistratura ha preso posizione ferma contro questa inaccettabile condotta”.
“Sul piano più strettamente giuridico, le parole di Bellachioma integrano, a mio avviso, il reato previsto dall’art. 338 del Codice penale, per il quale presenterò formale denuncia alla Procura della Repubblica. Si tratta infatti di una minaccia al corpo giudiziario per ‘impedirne in tutto o in parte o per turbarne comunque l’attività’. Il presidente del Consiglio Conte e i due vice presidenti Salvini e Di Maio hanno il dovere di prendere le distanze dalle affermazioni irresponsabili di un parlamentare che sostiene il governo”.
“Risulta poi inammissibile il silenzio del ministro della Giustizia Bonafede, che ha il dovere di intervenire a difesa della autonomia e indipendenza della Magistratura. L’onda populista che si sta allungando e che colpisce tutti i Poteri dello Stato attraverso opere di bullismo espressivo non può essere più tollerata da chi ha ruolo politico nei territori e in Parlamento”, conclude D’Alfonso.





