L’AQUILA – Una drastica dieta dimagrante per tutti i Dipartimenti della Regione Abruzzo, con la richiesta a ciascuna delle 8 strutture è di tagliare 2,7 milioni per l’anno in corso, 2,5 milioni per il 2025 e altrettanti per il 2026, per un totale di 61,8 milioni di euro. Questa la richiesta dell’assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri, di Fdi in una lettera inviata nei giorni scorsi e ovviamente non pubblicizzata, agli assessori regionali e ai direttori di dipartimento, e per conoscenza al presidente della giunta, Marco Marsilio, al direttore generale della Regione, Antonio Sorgi, e all’Avvocatura regionale, in cui si sottolinea “la peculiarità della situazione finanziaria delineatasi soltanto di recente” e confidando “nella massima disponibilità” poiché in alternativa “non potrà che procedersi individuando indirizzi maggiormente incisivi”. Si richiede pertanto un sollecito riscontro, entro il 10 giugno, ovvero lunedì prossimo.
Questo come conseguenza del buco che si è aperto di 122 milioni nei conti delle 4 Asl, che ha già costretto il centrodestra del riconfermato Marco Marsilio, di Fdi, di ricorrere a un’urgente legge regionale per trovare 53,9 milioni.
E a breve i direttori delle quattro Asl dovranno presentare i Piani di rientro, da predisporre nelle prossime due settimane, per far fronte al disavanzo che si sta già cumulando nel 2024.
La lettera viene rivelata dal deputato del Pd Luciano D’Alfonso che annuncia anche una interrogazione parlamentare per “fare chiarezza sui debiti delle Asl abruzzesi e sulla regione sbagliata delle mancette elettorali, vista la condizione finanziaria dell’Ordinamento contabile della Regione. Dunque, in merito alla coppia formata dai debiti venuti a galla delle Asl abruzzesi e dalle decine di milioni di regalie elettorali senza istruttoria alcuna, oggi presenterò un’interrogazione parlamentare ulteriore al Ministro della Sanità e al Ministro dell’Economia e delle Finanze”.
Incalza poi D’Alfonso, “La cosa singolare è che sia l’assessore al bilancio Mario Quaglieri sia la sua collega alla sanità Nicoletta Verì sono gli stessi della scorsa legislatura: è durante il loro mandato quinquennale che si è prodotta la voragine debitoria ed è sempre con loro che la notizia è emersa “soltanto di recente” (guarda caso, dopo le elezioni regionali). Delle due l’una: o sono molto distratti, o sono complici; in entrambi i casi, dovrebbero trarne le conseguenze”.
“In queste elezioni europee e comunali fortunatamente non è partita la fabbrica di collane, braccialetti e mancette, poiché gli svariati milioni di debito risorgente non consentono la corruzione elettorale che gli abruzzesi hanno patito durante le recenti consultazioni regionali. Sono convinto che le donazioni alla cieca deliberate nottetempo soprattutto nei corridoi della Regione mercantile in tutte le direzioni conosceranno nuova vita come zombie nel corso delle prossime settimane grazie al fabbisogno di rilettura degli organi preposti – prosegue D’Alfonso -.
“Ma i 122 milioni in realtà ne nascondono molti di più, circa 200, e il rischio del commissariamento non riguarda soltanto la sanità ma l’intera Regione Abruzzo, poiché il danno è strutturale, così come strutturale è la vocazione a fare danni di questo centrodestra dalla facile delibera clientelare. Sorgono spontanee tre domande: che fine faranno le decine di milioni di collane, braccialetti e mancette dati per vincere le elezioni regionali? Diventeranno assegni a vuoto? Può essere corruzione elettorale? Io ho l’esigenza di definire questa condotta con un istituto della procedura penale. Naturalmente non è escluso che organizziamo un convegno sul tema per rubricare l’esattezza di questa infettiva fattispecie”.
Ad incalzare anche il capogruppo Pd Silvio Paolucci.
“Durante tutta la scorsa legislatura la sanità abruzzese targata Marsilio e Verì ha prodotto meno prestazioni, più mobilità passiva e più debiti. Utilizzate tutte le risorse disponibili, si è dovuto ricorrere a un’urgente legge regionale per trovare 53,9 milioni, spalmandoli sugli accantonamenti obbligatori previsti per gli anni 2024/2025/2026. Fondi che la nota dell’Assessore al Bilancio Quaglieri ai Dipartimenti regionali invita a ripristinare subito e per farlo è stato richiesto ai vari assessori di procedere urgentemente a imponenti tagli nei propri capitoli. Così ai tagli del bilancio della Regione, -18,9 mln sul 2024, 17,5 sul 2025 e 17,5 sul 2026, si sommeranno quelli propri del settore sanitario con i Piani di rientro che le 4 Asl dovranno predisporre nelle prossime due settimane, in ragione del disavanzo che si sta già cumulando nel 2024.
“Nel frattempo gli assessori sono stati riconfermati e manager e amministratori responsabili dei disavanzi delle quattro Asl, cosa mai verificatasi prima d’ora, sono rimasti tutti al proprio posto, nonostante per la legge dovrebbero essere già decaduti a causa del disavanzo. Duole che a pagare l’inefficienza di questa gestione debbano essere gli abruzzesi che già sono costretti a migrare fuori regione, o a rivolgersi al privato, oppure rinunciare a curarsi e che perderanno ancora altre cure, prestazioni e servizi senza ricevere in cambio nessun investimento – conclude Paolucci – . Eppure il Governo regionale al momento della predisposizione del bilancio 2024 e come abbiamo più volte denunciato, già sapeva del caos perché c’erano comunicazioni fra i due settori Sanità e Bilancio, ma non ha fatto nulla per evitarlo. Resta da sapere anche come si terrà il piano sanitario appena presentato con tante e tali falle, come si produrrà sviluppo e, anche, come faranno gli altri settori in difficoltà e bisognosi di sostegno, agricoltura in primis, ad averli se la sanità è oggi il vero e proprio buco nero del Marsilio bis”.






