L’AQUILA –  L’organizzazione della Interamnia World Cup, il celebre torneo internazionale di pallamano giovanile che da 52 anni porta a Teramo migliaia di atleti e delegazioni da tutto il mondo, esprime “profonda preoccupazione per il drastico taglio del contributo da parte della Regione Abruzzo, passato da 33.000 a 4.000 euro, concessi peraltro a manifestazione già conclusa”.

Una decisione che, “di fatto, mette a serio rischio la sopravvivenza della Coppa Interamnia, già duramente provata da tre anni di stop forzato a causa della pandemia e da crescenti difficoltà economiche legate all’aumento dei costi organizzativi e logistici. Il torneo non è solo un evento sportivo: è un momento di incontro tra culture, un simbolo di pace, integrazione e promozione del territorio, riconosciuto a livello internazionale come esempio virtuoso di diplomazia sportiva”.

“Le ricadute sull’economia locale, dal turismo all’accoglienza, sono sempre state significative. Sono i dati, del resto, a raccontare il ruolo di primo piano che l’Interamnia ha saputo conquistarsi nel tempo: sono state circa 10.000 le squadre che hanno giocato a Teramo, per circa 200.000 persone, tra atleti e accompagnatori che hanno conosciuto e affollato la città di Teramo, raggiungendola da ogni parte del mondo. Sono state 15.000 le persone che, nell’ambito della manifestazione, hanno effettuato escursioni al mare o in montagna e nei borghi della provincia. E sono stati 453 i gruppi di spettacolo, per un totale di 2.095 artisti, hanno arricchito la kermesse sportiva nei suoi aspetti ricreativo-culturali. Anche negli anni di difficoltà, l’Interamnia World Cup è sempre riuscita a portare a Teramo una media di 20.000 persone e persino incrementando, come quest’anno, il numero delle nazioni partecipanti, cosa che faceva ben sperare nelle sue opportunità di ricrescita”.

“Un taglio così repentino e ingiustificato da parte dell’ente regionale, senza alcun confronto preventivo, vanifica gli sforzi di centinaia di volontari e mette in discussione non solo il lavoro di un anno, ma l’esistenza stessa di un patrimonio identitario della città di Teramo. È necessario aprire un confronto urgente per considerare le reali volontà e cercare soluzioni adeguate a garantire il futuro di una manifestazione che ha fatto di Teramo una capitale della gioventù e dello sport mondiale”.