L’AQUILA – “La conferenza stampa di Marsilio è stata imbarazzante, ma emerge una verità: aumento tasse per sempre, strutturato. L’implosione del sistema sanitario regionale non è convertibile, e Marsilio ha chiarito che l’aumento è strutturale. Con buona pace di Forza Italia, Lega e Noi Moderati, che fanno finta di non essere d’accordo, ma votano in Giunta una sola certezza: metteranno le mani nelle tasche degli abruzzesi, non per tamponare una emergenza, ma per sempre”.
Lo scrive in una nota Camillo D’Alessandro, presidente regionale Italia Viva, al termine della conferenza stampa, questa mattina all’Aquila, del presidente della Regione Marco Marsilio, di FdI, nella quale ha illustrato la delibera di giunta con cui poco prima è stato approvato l’aumento dell’addizionale Irpef per fare fronte a circa 80 milioni di euro di debito della sanità.
Per D’Alessandro “Forza Italia è ridicola, il partito della rivoluzione liberale, nato dalla lotta alle tasse, in Abruzzo diventa il partito dei ‘più tasse per tutti’. Il punto è che il sistema sanitario è imploso, siamo ai pannoloni ed alle medicine portate da casa dagli abruzzesi, siamo alla farmacia ospedaliera che non garantisce più i medicinali. Siamo ultimi in Italia per mobilità passiva. Il paradosso è che nonostante i piani di rientro delle Asl il modello sanitario di Marsilio, che non riesce più a garantire le prestazioni sanitarie, brucia le risorse trasferite dallo Stato, più quelle che vengono dalla nuova tassazione, ma il punto è che non basterà questo gettito quest’anno, e soprattutto i prossimi anni”.
“Quindi la storia degli aumenti inizia qui, non finisce qui – osserva – È immorale pretendere l’aumento delle tasse per una sanità allo sbando, e allo stesso tempo, non risolvere le cause della spirale attivata, perché sarà sempre più un pozzo senza fondo”.
“Infine è ridicola l’argomentazione di Marsilio sulle modalità in cui il Governo finanzia le regioni sulla sanità. Ricordo a Marsilio che il premier Giorgia Meloni è eletta in Abruzzo. Esattamente, per capire, quando lui accusa sul riparto nazionale a chi si rivolge?”, conclude D’Alessandro.






