BUCCHIANICO – Con 700 anni di storia alle spalle, torna domenica prossima a Bucchianico (Chieti) la Festa dei banderesi.
L’evento, che anche quest’anno come quello precedente ha ricevuto il patrocinio del Consiglio nazionale dell’Unesco e l’adesione della Presidenza della Repubblica, è stato presentato stamane in Provincia a Chieti dal sindaco di Bucchianico, Mario Antonio Di Paolo, dall’assessore comunale Aurelio Bigi e dal presidente della Proloco Gianni Di Prinzio.
Erano presenti anche le due figure principali della rievocazione storica, il banderese Luciano D’Orazio e il sergentiere Guglielmo Urbano Tatasciore Papè.
Il banderese viene sorteggiato ogni anno appena terminata la festa. Sarà lui ad organizzare l’edizione successiva e lo farà con l’aiuto della sua contrada e della sua famiglia, andando a ricercare e, nel caso vi siano liti anche a rappacificare, tutta la propria famiglia tornando indietro fino alla settima generazione.
Quella del sergentiere è invece una carica ereditaria. Da secoli viene assegnata alla stessa famiglia che si vuole discendente dall’antico capitano della milizia di Bucchianico a cui venne in sogno sant’Urbano per aiutarlo a salvare la cittadina sotto assedio nel periodo tra il 1.300 e il 1.340.
La leggenda narra che una disputa di confine tra Chieti e Bucchianico stava mettendo in ginocchio la cittadina bucchianichese stretta dall’assedio dei teatini. Così Sant’Urbano suggerì in sogno al sergentiere un espediente che gli permise di uscire vincitore. Si tratta della cosiddetta “ciammaichella”, un modo per dare l’illusione al nemico di avere più soldati di quanti effettivamente avesse.
Attraverso il girare e rigirare sempre degli stessi soldati, l’illusione riuscì e Bucchianico fu salva. Così domenica prossima, e poi ancora giovedì 24, venerdì 25, sabato 26 e domenica 3 giugno, torneranno i soldati, la ciammaichella, e gli 11 carri allestiti quattro dal banderese e gli altri dalle contrade.
Quelli del banderese sono il carro del pane, del letto, del vino e della legna, ovvero quattro cose essenziali per resistere sotto assedio. Gli altri carri sono a tema libero. La contrada di Colle Marconi presenterà un carro di ringraziamento, Costa Cola uno dedicato alla vita contadina, Santa Maria Casoria alle case di terra cruda, Piana all’incontro tra generazioni, Pozzo Nuovo ai calanchi, Pubblicani Tella alla vecchia sartoria e Colle Spaccato al vecchio fabbro.
E ci saranno anche i caratteristici fiori di carta, circa 100 mila quelli già preparati, che fanno bella mostra di sé alla Bit di Milano per rappresentare l’Abruzzo.
Quest’anno, inoltre, l’associazione “Bucchianico.net” ha messo in rete un sito interamente dedicato alla festa, all’indirizzo web banderesi.bucchianico.net. Collegandosi al sito sarà possibile seguire la diretta della festa nei due giorni di domenica e venerdì. Il sito è anche interattivo tramite sms.
“E’ una festa – ha detto il sindaco Di Paolo – che ha a che fare con l’identità e le radici della nostra cittadina e che ogni anno si avvale di una partecipazione corale della cittadinanza”.
L’unico rammarico per il primo cittadino è che venga dimenticata dalle istituzioni quando si tratta di ricevere contributi: “La nostra festa non riceve contributi né dalla Provincia né dalla Regione. Quando si tratta di andare alla Bit ci chiedono i nostri bellissimi fiori di carta, ma per il resto veniamo dimenticati”. (ar.ia.)






