ROMA – Vola al nuovo record storico del 6,66 per cento il rendimento del Btp decennale. Lo spread btp-bund è a 490 punti base.
Il rendimento del Btp decennale italiano si avvicina quindi a grandi passi al 7 per cento, tasso ritenuto insostenibile da tutti gli osservatori. In base alle esperienze di Grecia, Irlanda e Portogallo, la soglia del 7 per cento è stata raggiunta appena 16 giorni dopo aver superato il rendimento del 6,50 per cento. E, toccata questa soglia, questi tre Paesi sono stati costretti a chiedere aiuto alla comunità internazionale per evitare la bancarotta.
Riduce il calo Piazza Affari, con il Ftse Mib che cede il 1,9 per cento. Maglia nera si conferma Mps (-4,31 per cento), mentre Unicredit cede il 2,5%.
Sulle speculazioni in atto ai danni dell’economia italiana, il rischio default e i livelli record del differenziale tra i Btp italiani e i bund tedeschi, che questa mattina hanno raggiunto la cifra record di 490 punti base, è preoccupato ma allo stesso tempo cauto il professor Giuseppe Mauro, economista e ordinario di Politica economica all’Università “D’Annunzio”.
“Molta stampa e molti media da sempre affermano che il limite del 7 per cento del rendimento decennale dei Btp rappresenti il punto di non ritorno per l’economia Italiana – spiega Mauro ad AbruzzoWeb – Io sarei cauto nel fare un’affermazione del genere. Del resto si diceva che era insostenibile sostenere il superamento dei 450 punti base tra Btp e Bund e oggi siamo a 490. È evidente che occorrono misure immediate, ma ci andrei piano prima di parlare di crollo dell’economia”.
“E’ evidente – aggiunte il docente universitario – che bisogna porre rimedio in tempi strettissimi per consentire all’Italia di coprire gli obblighi derivanti dal debito pubblico. Solo all’inizio del prossimo anno dovremo versare 300 miliardi”.
La crisi delle borse, comunque, è legata a un fattore che rischia di essere determinante per la fiducia dei risparmiatori: l’instabilità politica.
“Fino a qualche tempo fa c’erano dei timidi, ma costanti, segnali relativi all’andamento del mercato reale (ovvero Pil, export, occupazione). Da due tre mesi, invece, si assiste a una caduta di fiducia dei mercati. Non si tratta, a mio avviso, di una crisi del mercato reale. È evidente che si tratti di una sfiducia legata all’instabilità e l’incertezza politica del Paese. Fino a qualche tempo fa le criticità dell’eurozona erano associate a paesi come Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda. Adesso siamo noi italiani ad essere accostati ai greci”. (g.a.)
BCE STA COMPRANDO TITOLI DI STATO ITALIANI
Intervento della Banca Centrale Europea sui titoli di Stato italiani. Francoforte sta infatti acquistando Btp.
EUROPA IN ROSSO CON FUTURES USA, PARIGI -2,2%
Avvio di settimana difficile per le principali borse europee, con i futures su Wall Street in calo dell’1 per cento e le tensioni sul debito sovrano dell’eurozona sempre forti, mentre dagli Usa non sono previsti dati di rilievo, se non l’erogazione di credito al consumo a settembre, ma alle 21 di oggi.
Londra cede più dell’1 per cento, Parigi oltre il 2 per cento e Francoforte l’1,9 per cento, mentre Milano (-2,2 per cento) e Madrid (-3,2 per cento) sono le peggiori, tenendo conto che Atene è ancora chiusa. Valvola di sfogo dei listini sono le banche e i titoli automobilistici. Sotto pressione Natixis (-5,83 per cento), Bnp (-4,79 per cento) e Societé Generale (-4,6 per cento), mentre a Milano Mps cede il 5 per cento.
In campo automobilistico scivola Renault (-2,69 per cento), nonostante il rafforzamento dell’alleanza con Daimler (-2,72 per cento), che secondo indiscrezioni di stampa potrebbe allargarsi ai motori, ed il possibile avvio di un impianto negli Usa per le auto di lusso Infinity. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse Europee. – Londra -1,14 per cento – Parigi -2,23 per cento – Francoforte -1,92 per cento – Madrid -3,20 per cento – Milano -1,90 per cento – Amsterdam -1,44 per cento – Stoccolma -2,00 per cento – Zurigo -0,55 per cento.
ASIA INCERTA
Avvio di settimana incerto per le principali borse di Asia e Pacifico, che hanno nuovamente scontato i timori di una nuova ondata di ribassi in Europa a causa del persistere della crisi del debito sovrano nell’Eurozona. Tokyo ha ceduto lo 0,39%, Hong Kong, ancora aperta, lascia sul campo lo 0,5% e Sidney ha chiuso in lieve calo (-0,18 per cento), mentre sono rimaste chiuse per festività Mumbai e Singapore.
In una giornata non certo esaltante per i mercati asiatici, ha fatto comunque eccezione Osaka Securities Exchaqnge (+7,26 per cento), quotata sull’omonima piazza, dopo le indiscrezioni di stampa di una possibile acquisizione del pacchetto di maggioranza della società che controlla la seconda borsa nipponica da parte di Tokyo Stock Exchange. Per il resto si segnalano forti tensioni su Olympus (-7,51 per cento) e Canon (-2,12 per cento) a differenza di Nikon (+3,09%). Vendite su Nissan (-1,63 per cento), fiacca Toyota (-0,24 per cento), sprint di Tepco (+6,33 per cento), gestore dell’impianto nucleare di Fukushima, impegnata in un piano di riconversione verso il petrolio. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico.
Tokyo -0,39 per cento – Taiwan +0,24 per cento – Seul -0,48 per cento – Sidney -0,18 per cento – Mumbai chiusa per festività – Singapore chiusa per festività – Bangkok +0,50 per cento.
MARINI: ”IO HO COMPRATO TITOLI PER 25 MILA EURO”
“Credo vada considerato un benemerito della Repubblica chi ha lanciato l’idea di acquistare titoli di Stato per dare un segnale forte di fiducia sostenendo il nostro debito pubblico. Aderendo a quest’invito stamane ho acquistato buoni del Tesoro per 25 mila euro”.
Lo afferma il senatore del Partito democratico Franco Marini.
“L’appello di MF-Milano Finanza, ‘Se l’Italia ha bisogno noi ci siamo’ – dice Marini- è meritorio. Ed è incoraggiante il numero delle persone che, leggo dalla stampa, lo ha condiviso. La nostra economia è solida, i nostri imprenditori e lavoratori non sono secondi a nessuno nel mondo”.
“Anche iniziative come questa dimostrano che l’Italia è un grande paese e, per questo, ce la farà a vincere la crisi”, conclude Marini.






