L’AQUILA – “Circostanze non corrispondenti alla realtà dei fatti”.

Così, in una nota, la società Domolife Srl nella richiesta di rettifica dell’articolo “L’Aquila, ‘bombola di ossigeno non riconsegnata, senza non respiro’: la denuncia di una 62enne”, pubblicato da AbruzzoWeb il 6 luglio scorso.

In una nota, la Domolife precisa che “in riferimento al servizio di ossigenoterapia domiciliare a favore dell’assistita, il cui nominativo non viene volutamente indicato per motivi di giusta riservatezza, ha richiesto alla Domolife Srl, a partire dal giorno 24-06-2021 delle forniture di ossigeno liquido, oltre che presso la propria abitazione sita in L’Aquila, anche presso l’abitazione della figlia sita in Chieti”.

“Si ricorda che il disciplinare di fornitura prevede che in ipotesi di questo tipo debba esserci un preavviso pari a 10 giorni da parte della paziente”.

“Ebbene – si legge ancora – la richiesta della paziente di eseguire la fornitura di ossigeno oltre che presso la propria abitazione di L’Aquila, anche presso l’abitazione della di lei figlia in Chieti (ove si sarebbe recata) è del 24 giugno 2021 ore 14.20; lo stesso identico giorno la Domolife srl ha proceduto ad eseguire tale fornitura di ossigeno in Chieti e ciò allo scopo di venire incontro, e per quanto possibile, alle richieste della paziente senza dunque pretendere, come invece avrebbe potuto, il preavviso di giorni 10 come orevisti dal disciplinare operativo”.

Dunque “una richiesta del 24 giugno 2021 ore 14.20 ed seguita dalla Domolife Srl il giorno stesso”.

Successivamente, continua la nota, “in data 1-07-2021 la paziente ha richiesto una nuova consegna sempre per il giorno stesso in L’Aquila (e dunque non più a Chieti) affermando di essere rientrata presso la propria abitazione in L’Aquila”.

La Domolife ” ha provveduto pertanto al ritiro del contenitore vuoto di ossigeno (in quanto utilizzato dalla paziente per una settimana dal 24-06-2021 al 01-07-2021) presso l’abitazione di Chieti e ha predisposto, al contempo, una nuova consegna per il giorno stesso (01-07-2021) presso l’abitazione della paziente in L’Aquila”.

“Anche in questo caso, come è palesemente evidente, la scietà Domolife rl si è resa immediatamente disponibile. Sempre in data 01-07-2021, l’addetto alla consegna recatosi presso l’abitazione dell’asstita, ha constatato che la paziente disponeva di un contenitore criogenico pressoché pieno, avendo, come detto, la paziente utilizzato quello a sua disposizione presso l’abitazione di Chieti dal 24-06-2021 al 01-07-2021”.

Pertanto, viene aggiunto, “ogni inutile sostituzione di un contenitore che, come detto, era pressoché pieno, non avrebbe avuto senso determinando anche una inutile spesa per la Asl dell’Aquila”.

“In ragione di ciò l’ufficio ordini della Domolife ha riprogrammato una nuova consegna per il giorno 05-07-2021 e comunicato tale data alla paziente medesima. Quest’ultima pur essendo stata ritualmente avvertita della predetta consegna, non era in casa per ricevere la fornitura di ossigeno. Si precisa che sono stati fatti più tentativi di consegna il giorno 05-07-2021”.

La Domolife Srl “ha quindi riprogrammato una nuova fornitura per il giorno seguente e si è ovviamente premurata di preavvisare telefonicamente la paziente che, però, ha rifiutato la fornitura. Ciononostante, l’addetto alla consegna è comunque passato presso l’abitazione della paziente all’Aquila, senza tuttavia ricevere risposta e lasciando un messaggio di mancata consegna”.

“Nel pomeriggio del 06-07-2021 la paziente ha contattato il call center Domolife sostenendo di non aver ricevuto la fornitura di ossigeno e intimando denunce. Il call center ha ribadito che vi erano stati tentativi di consegna ma l’assistita avrebbe inveito contro l’addetta al call center non indicando neppure una data utile a lei gradita per la fornitura”.

“Nel pomeriggio contattati dal servizio farmaceutico della Asl dell’Aquila, che aveva ricevuto una segnalazione da parte dell’assistita, la società Domolife ha concordato un nuovo tentativo di consegna, effettuato a buon fine alle 17.55 del 06.07-2021”.

“In considerazione di qaunto sopra esposto la Domolife chiede rettifica dei fatti” evidenziando cge “giammai la Domolife Srl ha in alucn modo lasciato senza ossigeno la paziente, si è anzi prodigata ad assisterla in tempo reale e che la paziente ha inopinatamente rifiutato in un primo momento la fornitura di ossigeno; che alla fine la paziente ha accettato la fornitura immediatamente proposta dalla Domolife bypassando, quest’ultima, anche il preavviso di 10 giorni come previsto nel disciplinare di fornitura di ossigeno sottoscritto con la Asl dell’Aquila”.