L’AQUILA – Non solo vino Montepulciano, zafferano e confetti, rari legumi e celebrati salumi e formaggi: la Regione Abruzzo vuole creare un nuovo prodotto tipico e identitario, la birra artigianale. Attraverso un marchio, un disciplinare di qualità, una grande fiera annuale itinerante, la formazione professionale, la creazione di una filiera corta anche per le materie prime, a cominciare da orzo e luppolo, incentivi e finanziamenti, dando priorità all’imprenditoria femminile e giovanile e quella che si sviluppa nelle aree interne montane.

Un ambizioso pacchetto di misure inserito nel progetto di legge “Norme per la promozione e la valorizzazione della birra agricola e artigianale”, che porta la firma di Vincenzo D’Incecco, capogruppo della Lega in consiglio regionale e presidente della prima commissione Bilancio. Il testo è approdato la scorsa settimana in terza commissione Agricoltura.

La legge, per restare nella metafora, avrà bisogno ancora di fermentare e decantare, accogliendo le proposte delle associazioni di categoria e rappresentanti dei birrifici abruzzesi, già in parte ascoltati in commissione.

Il nodo fondamentale è però, come sempre, la dotazione finanziaria: per ora lo stanziamento previsto è di 80.000, a dir poco insufficiente, vista la pluralità di azioni previste, ad ogni buon conto, si fa riferimento alla possibilità di nuovi provvidenze nelle prossimo bilancio, tenuto conto che molte misure possono essere finanziate a valere sul piano di sviluppo rurale.

Norma che arriva però in una congiuntura molto negativa anche per il comparto in forte crescita della birra artigianale. L’associazione di categoria Unionbirrai ha calcolato in tutta Italia una flessione delle vendite tra l’85 e il 90%, a causa della chiusura di bar, locali e pub, sbocco commerciale primario per il settore.

Nella norma per prima cosa si definisce il concetto di birra artigianale, quella prodotta “dai piccoli birrifici indipendenti non sottoposta durante la fase di produzione a processi di pastorizzazione microfiltrazione”.

Per “piccolo birrificio artigianale” si intende poi un’attività indipendente la cui produzione annua non supera il i 200milà ettolitri, e il pdl introduce altre due definizioni: quella del “birrificio agricolo artigianale”, nel caso sia parte e complemento di un’azienda agricola, e del “micro-birrificio artigianale”, che ha le stesse caratteristiche del piccolo birrificio indipendente, ma una produzione che non supera 5mila ettolitri l’anno.

Distinzione importante, perché si prevede nella norma che la giunta regionale dovrà istituire il Registro dei birrifici distinguendo tra le tre categorie, ovvero piccoli birrifici, agricoli e micro-birrifici.

Se il fine è quello di arrivare un prodotto meritevole di marchio identitario dell’Abruzzo sarà necessario definire anche un Disciplinare di produzione, e anche questo sarà compito della giunta regionale.

Sono previsti, e arriviamo alla “ciccia” del provvedimento, incentivi e finanziamenti mirati, per sostenere “interventi di ristrutturazione e ammodernamento degli impianti”, “acquisto di macchinari e strumenti d’alto valore aggiunto tecnologico”, dando la priorità a quelle attività sprovviste di un proprio impianto riproduzione, e quelle appena costituite a conduzione femminile e giovanile e a quelle attività “svolgono l’intero ciclo di produzione fatta eccezione per il processo di maltazione e selezione dei lieviti”, in territori montani e aree interne a rischio di spopolamento. A maggior ragione la norma prevede l’incentivazione della produzione in loco di  orzo luppolo e altre materie prime agricole.

Priorità dei futuri bando dovrà essere accordata anche a chi “consentirà il consumo del prodotto soggetti affetti da allergie e intolleranze alimentari”.

Sarà poi consentire ai birrifici agricoli e artigianale di svolgere attività di vendita diretta e consumo sul posto dei propri prodotti. Utilizzando i locali ed arredi dell’azienda, che ovviamente dovrà rispettare le norme di carattere igienico sanitario.

Si potrebbe quindi immaginare un qualcosa di simile a quello che per il vino l’evento annuale Cantine aperte, anche per il mondo della birra e dei suoi estimatori.

Le iniziative di promozione sono affidate nella norma al dipartimento Agricoltura e dello Sviluppo economico, a cominciare  l’organizzazione di una grande Fiera annuale della birra agricola e artigianale abruzzese, da tenersi a rotazione in diversi territori della regione.

Ma nello stesso tempo dovranno essere messe in campo iniziative sul consumo responsabile dell’alcol, rivolte in particolare agli adolescenti. A cominciare dalla fiera regionale, dove dovrà essere allestito un punto informativo curato dalla Asl competente.

La legge prevede anche la creazione di un portale telematico regionale, Dove inserire riferimenti normativi comunitari nazionali e regionali la mappa interattiva dei birrifici la comunicazione sulle iniziative di promozione sugli eventi

Infine il capitolo formazione, che prevede convenzioni con le università, centri di ricerca, istituti di istruzione superiore e le varie scuole di formazione, per organizzare corsi di aggiornamento e qualificazione degli addetti al settore.