L’AQUILA – Si apre uno spiraglio per gli oppositori della tanto contestata centrale a biomasse che dovrebbe sorgere nell’Aquilano a Monticchio, nel nucleo industriale di Bazzano Sud, rispetto alla quale lo scorso 8 novembre il Comune dell’Aquila aveva ufficializzato il suo no votando all’unanimità in Consiglio la sospensione temporanea dell’iter burocratico.

Una nuova Conferenza di servizi si riunirà infatti il prossimo 2 dicembre a Pescara e vedrà tra i partecipanti i rappresentanti di Comune, Provincia e Regione, gli stessi Enti, cioè, che lo scorso 30 agosto hanno concesso l’autorizzazione unica alla costruzione dell’impianto.

“Per noi è un fatto molto positivo – ha affermato Patrizia Righi, dell’associazione onlus ‘Salviamo Paganica’ – il fatto stesso che abbiano deciso di riunirsi nuovamente ci fa sperare che la possibilità di non eseguire il progetto della centrale ci sia”.

Nella Conferenza, che per sua natura non è pubblica, i comitati dicono di sentire comunque rappresentate le loro volontà, in particolar modo dall’assessore comunale all’Ambiente Alfredo Moroni, che ha ribadito più volte l’importanza di operare solo scelte condivise con il territorio, che invece ha espresso la sua contrarietà al progetto.

“L’assessore si è dimostrato finora disponibile a trovare una soluzione”, ha affermato la Righi, che ha ribadito anche l’intenzione del comitato anti biomasse di studiare un possibile ricorso al Tar.

“Con un consulente legale – ha spiegato – stiamo esaminando tutti i documenti che riguardano il progetto della centrale, a breve avremo risposte sulla fattibilità del ricorso, che baseremo essenzialmente sulla filiera di approvvigionamento e i cambiamenti avvenuti sul territorio rispetto a quando furono approvati i documenti”.

La Conferenza, oltre a offrire la possibilità di un dietrofront nella realizzazione dell’impianto, concede anche più respiro sui tempi per il ricorso. “Si riazzerano i vecchi termini – ha spiegato Righi – e dal giorno della conferenza avremo ulteriori 90 giorni per l’eventuale appello”.

Più tempo potrà servire al comitato anche per svolgere un’attività di informazione sulla centrale a biomasse, di cui molti, secondo gli oppositori, non ne conoscono il reale funzionamento e gli effetti nocivi per la salute e l’ambiente.

“Speriamo – ha concluso la Righi – di poter operare un’attività informativa paese per paese. Questo è importante perché, anche se non a Monticchio, la centrale verrà realizzata altrove, sempre nel territorio aquilano”.(e.m.)