ROMA – “La viticoltura biologica e biodinamica rappresentano  per la nostra regione un importante valore aggiunto. Grazie all’impegno di tanti produttori e alla capacità visionaria di persone come Camillo Zulli  la nostra regione è diventato punto di riferimento per quanto riguarda pratiche agricole virtuose per la salute e per l’ambiente. Prodotti di eccellenza che sono espressione del territorio e che saranno sempre più protagonisti del progetto di rilancio delle aree interne e di montagna”.

Sono le parole di Luigi D’Eramo, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, in una nota all’esito del convegno “Sorsi e biodiversità abruzzese”, che si è svolto giovedì 20 marzo a Palazzo Grazioli, nella sede dell’Associazione stampa estera in Italia, in via del Plebiscito a Roma. In vista anche del Vinitaly che si svolgerà come sempre alla Fiera di Verona dal 6 al 9 aprile.

Ad organizzare il convegno è stata la Bio Cantina sociale Orsogna,  importante realtà della provincia di Chieti e dell’intero Abruzzo, nata dall’unione di trecento piccoli vignaioli che coltivano 1.500 ettari di vigneto secondo i principi biologici e biodinamici.

Oltre a D’Eramo, hanno preso parte al convegno Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Camillo Zulli, direttore ed enologo di Bio Cantina Sociale Orsogna, e Michele Scognamiglio, specialista in scienze dell’alimentazione. Ha introdotto Maria Rita Grieco, giornalista ​Rai​, vicedirettore del Tg1.

“La viticoltura biodinamica – ha detto l’assessore Imprudente –  non è solo una scelta produttiva che garantisce nel prodotto finale l’assenza di residui potenzialmente dannosi per l’organismo umano, ma un impegno concreto per la rigenerazione e il benessere del suolo, la promozione della biodiversità e la riduzione dell’impronta carbonica. Sostenere questi modelli significa investire nel futuro dell’agricoltura, garantendo prodotti di qualità che raccontano la storia e l’identità dei nostri territori. L’Abruzzo è terra di eccellenze, e oggi ne abbiamo dato un’ulteriore dimostrazione. Continueremo a sostenere e promuovere pratiche agricole virtuose che rispettano la nostra terra e offrono prodotti autentici e salubri”.

Ha ribadito infine Camillo Zulli: ” Ogni qualvolta si tenta di stabilire un legame tra un alimento con lo stato di salute o di malattia, ci si imbatte inesorabilmente in un sentiero lastricato di insidie. Ad oggi, nonostante gli indiscutibili progressi della scienza dell’Alimentazione, siamo ancora ben lontani dal conoscere l’esatta composizione chimica degli alimenti ed il reale impatto esercitato dai diversi nutrienti e fitocomposti sui processi metabolici. Il vino non si sottrae a tali difficoltà, anzi, introduce ulteriore complessità in virtù del suo composito e variegato corredo di simboli, riti e tradizioni di cui si è caricato nel corso dei millenni”.

Il vino, ha ancora detto Zulli, “rappresenta un alimento di antichissima tradizione ed allo stesso tempo estremamente moderno, in continua evoluzione. I suoi effetti sullo stato di salute o di malattia sono influenzati da una moltitudine di variabili ed in particolare da come, quanto e chi lo beve, aspetti troppo spesso trascurati da chi preferisce concentrarsi esclusivamente sul contenuto di alcol, che rappresenta solo uno dei suoi innumerevoli componenti. Sebbene accomunati dalla stessa denominazione, i vini sono molto diversi tra loro a partire dalle condizioni viticolturali e dalle pratiche di vinificazione adottate in cantina”.

La viticoltura biodinamica, dunque, “rappresenta un approccio che va ben oltre il coltivare in maniera rispettosa e sostenibile, ma si prefigge di portare vita nel vigneto aiutandolo a stabilire in maniera del tutto naturale ed equilibrata relazioni vantaggiose con e per l’ambiente che lo circonda. L’eliminazione totale di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti chimici garantisce nel prodotto finale l’assenza di residui potenzialmente dannosi per l’organismo umano. La salute ed il benessere del suolo migliorano sensibilmente l’efficienza metabolica e biosintetica delle specie vegetali”.