PESCARA – Alcune malformazioni hanno favorito la crisi respiratoria della bambina di 21 mesi, di San Salvo (Chieti), avvenuta nell’ospedale di Pescara durante un intervento al palato.

In seguito a tali complicazioni la piccola ha riportato danni encefalici che, pochi giorni dopo, ne hanno causato la morte. 

È quanto emerge dall’autopsia disposta dal pm Fabiana Rapino, eseguita ieri pomeriggio dal medico Cristian D’Ovidio sul corpo della piccola.

L’autopsia è durata quasi 5 ore e ora il medico legale sarà chiamato a confrontarsi con il pool di esperti nominato dalla Procura e formato, oltre che da D’Ovidio, dai professori Michele Scesi e Ascanio Martino, come riporta Abr24.it.

I tre esperti avranno 90 giorni di tempo per consegnare la propria relazione. È presto, al momento, per formulare ipotesi circa eventuali responsabilità o condotte errate o omissive: nove gli indagati tra medici e infermieri. 

All’autopsia ha preso parte anche il medico legale Ilvo Polidoro in qualità di consulente delle difese. 

Intanto la Asl di Pescara ha disposto un accertamento interno.

La piccola era stata sottoposta ad un intervento chirurgico di palatoschisi, il trattamento della malformazione del palato che si accompagna al cosiddetto labbro leporino. 

L’avvocato Guido Torricella, legale della famiglia aveva spiegato che “dopo l’operazione chirurgica eseguita nell’ospedale Santo Spirito di Pescara il 28 giugno, è stata colta da una inspiegabile crisi respiratoria, con conseguente mancanza di afflusso di ossigeno al cervello e danni cerebrali permanenti”. 

La bimba è rimasta in quelle condizioni per quasi una settimana, fino a quando il 3 luglio la piccola, ricoverata nel reparto di Rianimazione dov’era collegata 24 ore su 24 ai macchinari che le consentivano di respirare, è stata dichiarata formalmente morta.

I medici assicurano di avere fatto il possibile per salvarla, ma non ci sono riusciti, ma i genitori della bimba, P.R. e A.C. di San Salvo, non accettano quello che è accaduto. 

La coppia ha presentato, tramite il proprio legale, l’avvocato Torricella, una denuncia all’autorità giudiziaria pescarese, e il pm Fabiana Rapino ha aperto un fascicolo sul caso.