L’AQUILA – Tirato il fiato durante il ponte delle festività di Natale, già si affilano le armi per l’approvazione del bilancio e legge di stabilità della Regione Abruzzo, che approderà in aula lunedì 28 dicembre prossimo, per concludersi non oltre il 31 dicembre, pena l’esercizio provvisorio.

A sbloccare l’iter il parere dei revisori dei conti, – due su tre assenti nei giorni scorsi per motivi di famiglia e di salute ai due provvedimenti contabili -: il mancato via libera ha determinato l’annullamento della sessione di bilancio che negli auspici della maggioranza di centrodestra di Marco Marsilio, Fratelli d’Italia si sarebbe dovuta concludere il mercoledì 23 dicembre entro la mezzanotte. Il centrodestra ha così approvato il Documento economico finanziario regionale (Defr), in una seduta caratterizzata da scontri politici, anche duri, tra la maggioranza e le opposizioni di centrosinistra e M5S, soprattutto per il milioni di euro al Campus dello chef Niko Romito, inserito in un emendamento al un pdl sui debiti fuori bilancio, che poi però non  è passato per la defezione di 5 consiglieri della Lega su 10, che hanno preteso un approfondimento

Nella commissione Bilancio, che finora ha audito le parti sociali e produttive, il 28 saranno ascoltati gli assessori per poi passare alla discussione. Se i lavori si dovessero concludere, il giorno seguente si riunirebbe l’Assemblea regionale.

Come confermato ad Abruzzoweb dall’assessore al Bilancio, Guido Liris, sarà in ogni caso una manovra segnata dall’emergenza coronavirus. I calcoli sono presto fatti: nelle casse regionali mancano 70-80 milioni di entrate fiscali, e di bollo auto, a causa del pesante rallentamento dell’attività economica.

“Il bilancio che abbiamo approvato in Giunta il 9 dicembre – ha spiegato l’assessore – deve fare i conti con le minori entrate dovute alla contingenza pandemica del coronavirus, ovvero con la forte riduzione delle entrate fiscali, Irpef Irap e bollo, innanzitutto, a cui si aggiunge la riduzione delle entrate risultanti dai canoni idroelettrici. Complessivamente insomma, dovremo chiudere un bilancio con 70-80 milioni di euro in meno. In attesa della consistenza e tempistiche di eventuali trasferimenti straordinari dal governo centrale”.

Nell’attesa ha spiegato dunque Liris, “non possiamo far altro che apportare tagli lineari alla spesa, per circa l’8%. Ho chiesto a tutti gli assessorati però di programmare le priorità, e attribuire loro le coperture adeguate. Poi vedremo appunto in che misura si potrà nella seconda metà dell’anno recuperare anche quell’8%”.

Altro nodo è quello del deficit delle Asl: “Dai rendiconti del terzo trimestre è emersa una cifra che oscilla intorno ai 40 milioni di euro, ma con l’assessore Nicoletta Verì e il capodipartimento Claudio D’Amario stiamo facendo un attento lavoro di ricognizione. Le quattro Asl devono aggiornarci sui dati del quarto trimestre. Sono certo che alla fine il disavanzo avrà un importo molto minore, anche della metà”.

Una buona notizia è che la quota rimborso indebitamento ammonta quest’anno a 50.870.472, nel 2020 era 57.887.882 (+7.017.410 euro), questo significa che ci saranno meno spese per gli interessi.

Altri elementi cruciali sono stati evidenziati in conferenza stampa il 23 dicembre dal conferenza stampa dei capigruppo di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, Vincenzo D’Incecco, Mauro Febbo e Guerino Testa

“Ricordo che siamo una Regione che non può ricorrere all’indebitamento come hanno fatto altre, vedi la Lombardia che ha contratto un mutuo trentennale di oltre 3.250.000.000 – ha detto Febbo -. Infine, non è assolutamente vero che non sono state fatte scelte come qualcuno sostiene ma abbiamo operato valutazioni settoriali come per quelle per Turismo e Cultura per i quali abbiamo stanziato le medesime risorse del 2020; lo stesso vale per il Sociale e la Compartecipazione”.

“Dal 1970 ad oggi – ha affermato Testa – data in cui sono state istituite le Regioni, è la prima volta che si va ad approvare un bilancio che paga lo scotto di una pandemia mondiale ma nonostante tutto, come mai accaduto in passato, abbiamo approvato il DEFR con largo anticipo. Auspico che le due opposizioni, il Movimento 5 stelle e il Pd, si rendano davvero conto del periodo tragico che stiamo vivendo e che invece di proseguire imperterriti sulla inutile e deleteria strada della polemica distruttiva e meramente propagandistica, vengano a confrontarsi sulle vere idee. Mi aspetto – ha concluso Testa – un atteggiamento più costruttivo, un “combattimento” sui contenuti per affrontare al meglio una crisi senza precedenti”.

Infine D’Incecco ha replicato alle opposizioni che lanciano strali sui ritardi dei lavori: “la politica è una cosa serie e si basa sui fatti, il folklore è un’altra cosa, il folklore si fa nei villaggi turistici o nelle osterie. La politica è fatta di percorsi e atti amministrativi, è fatta anche di scontri sui temi e sulle visioni, ora io capisco il gioco che uno deve fare per far vedere che esiste, ma ripeto: la politica è un’altra cosa”.