L’AQUILA  – “Un vero schiaffo alla povertà e all’indigenza. A questo equivale, il provvedimento approvato dal Consiglio Regionale che consente a consiglieri di maggioranza e opposizione di spartirsi ingenti somme del bilancio regionale”.

A protestare è Alfonso D’Alfonso, coordinatore regionale di Demos, in riferimento al maxi-emendamento, da circa 12 milioni di euro per 1.200 beneficiari, approvato in consiglio regionale il 30 dicembre, pubblicato oggi integralmente da Abruzzoweb. Una ripartizione decisa a discrezione da tutti i consiglieri e assessori.

D’Alfonso si è candidato alle elezioni regionali del 2019 con la lista Centristi per l’Europa-Solidali e popolari a sostegno del centrosinistra di Giovanni Legnini, e ora chiede in particolare ai rappresentati del centrosinistra eletti:  “in virtù della diversità di valori e di stile che li contraddistingue, di rendere loro stessi pubblici i beneficiari”, “magari motivandone la scelta a fronte dei tanti esclusi, così ci convinceremo che si tratta di una scelta democratica e progressista e non di una banale e alquanto vecchia e squallida marchetta elettorale”.

 LA NOTA DI D’ALFONSO

In qualità di segretario regionale di Demos, Ho insieme a tantissime altre persone, sia come candidate/i che come attiviste/i a determinare il risultato di coalizione che ha consentito al centrosinistra di eleggere al prestigioso ruolo di consigliere regionale sei rappresentanti, mi impone di fare alcune amare riflessioni.

I nostri consiglieri si sono intestati il risultato per lo stanziamento di 5 milioni di euro per il contrasto al caro energia, ma nulla hanno fatto per impedire che per nera spartizione clientelare se ne spenderanno più del doppio: all’incirca 12 milioni.

A dire il vero, sembrerebbe vi sia stata una vera trattativa per l’aumento del budget di loro spettanza e che, una volta ottenuto, sia la finanziaria regionale che il riconoscimento di innumerevoli debiti fuori bilancio, siano stati approvati senza ostacoli.

Trecentomila Euro, a tanto ammonta la cifra disponibile per ciascuno dei nostri rappresentanti, suddivisi in centinaia di piccoli e grandi contributi assegnati senza criteri di oggettive scelte politiche, né di merito e tantomeno di trasparenza.

Mi permetto di chiedere ai nostri 6 rappresentanti, in virtù della diversità di valori e di “stile” che li contraddistingue, di rendere loro stessi pubblici i 3/400 beneficiari diligentemente riportati nei 6 elenchi prodotti a chi di dovere, magari motivandone la scelta a fronte dei tanti esclusi, così ci convinceremo che si tratta di una scelta “democratica e progressista” e non di una banale e alquanto vecchia e squallida “marchetta elettorale”.

Crediamo sia arrivato il momento che in Abruzzo i partiti dell’arco progressista si mettano al lavoro per avviare la ricostruzione di un centrosinistra uscito a pezzi dalle ultime tornate elettorali nazionali e amministrative.

Bisogna archiviare una fase politica di basso profilo per dare vita ad una nuova stagione caratterizzata da una nuova progettualità e dal coinvolgimento di nuove risorse dai chiari valori solidali e progressisti, che possano riconquistare la fiducia di chi chiede una vera e credibile alternativa alla destra che guida la nostra regione. Serve discontinuità, non la brutta copia di essa.