L’AQUILA – Che non sarà una passeggiata l’approvazione del bilancio di previsione 2016 prevista il 29 dicembre, se ne è avuto ampio sentore già oggi nelle commissioni consiliari chiamate a dare il loro parere positivo alla manovra, con l’opposizione del centro destra e quella del Movimento 5 stelle che hanno fatto ostruzionismo con un fuoco di fila di domande e richieste di chiarimenti per fare melina. Ragione dell’ostruzionismo, ribadiscono con forza i consiglieri di opposizione, “l’occultamento delle carte e dei documenti necessari per comprendere nel dettaglio la manovra finanziaria”, ad opera della maggioranza di centrosinistra. Un assaggio per quello che accadrà domani, in quanto Mauro Febbo di Forza Italia ha annunciato che presenterà per ripicca la bellezza di 1673 emendamenti sul Documento di previsione economica e finanziaria, che tornerà in prima commissione bilancio per la definitiva approvazione.

Hanno oggi intanto dato l’ok al bilancio di previsione limitamente ai capitoli di loro competenza la seconda Commissione (Territorio, ambiente e infrastrutture), la terza Commissione (Agricoltura, Sviluppo economico e Attività produttive), la quarta Commissione (Politiche europee), la quinta (Salute, sicurezza sociale, cultura, formazione e lavoro)

Manca ancora però il via libera fondamentale della prima commissione bilancio, che potrà arrivare solo il 28 dicembre, a poche ore da fatidico consiglio regionale. Prima infatti va approvato il documento di programmazione economica finanziaria, prevista per domani. Ostruzionismo di Febbo permettendo.

La prima commissione ha oggi ascoltato i rappresentanti di Confidustria, dei sindacati, e delle varie associazioni di categoria. E molti di loro hanno lamentato il fatto di non avere sufficienti informazioni e dati per poter esprimere un giudizio compiuto. La Cisl in una nota ha rilevato poi che “è un documento non orientato alla crescita, con poche risorse per i servizi resi ai cittadini abruzzesi e non consente il finanziamento totale di tutte le spese incomprimibili. I temi dello sviluppo restano legati al Masterplan, ai fondi strutturali europei e ai fondi di coesione non rincompresi nell’intesa da fare con il governo”.