L’AQUILA – La Commissione Bilancio si è aperta stamani ma non per cominciare l’esame di Bilancio e Finanziaria: l’organismo sta lavorando al Milleproroghe che sarà licenziato nel corso della giornata.
A quattro giorni dalla scadenza dei termini per approvare i due documenti entro fine anno evitando il ricorso all’esercizio provvisorio, non si sa come la maggioranza di centrodestra procederà in quella che si annuncia una vera e propria maratona negli ultimi giorni del 2022.
Era in particolare atteso per le 12 di oggi il parere dei Revisori dei conti composto dai commercialisti Mario Del Vecchio, Lucia Romano e Angiolino Di Francesco sul bilancio di previsione della Regione Abruzzo, una manovra da 6 miliardi, che andrà approvata rigorosamente entro il 31 dicembre, pena l0 scattare dell’esercizio provvisorio e spese contingentate e solo per le voci fondamentali.
Se, come è altamente probabile, ci sarà il via libera, partirà subito dopo la corsa all’approvazione della manovra, che arriverà in commissione Bilancio alle 15 di oggi e l’esame dovrà concludersi entro le 22 di domani mercoledì 28 dicembre. Alle 11 di giovedì 29 dicembre la convocazione del consiglio, per l’esame del Defr, della “Nota di aggiornamento” e della legge “milleproroghe”, mentre nel pomeriggio inizierà, dalle 15, la discussione sul testo finale della “Legge di stabilità” e sul “Bilancio di previsione 2023-2025”. Come da cronoprogramma i lavori potranno proseguire anche venerdì 30 dicembre entro le ore 18.
Le opposizioni di centrosinistra e del M5S denunciano il grave ritardo e caos e confusione, l’assoluta mancanza di condivisione delle partii sociali oltre al mancato arrivo del parere dei revisori: un ostacolo formale per il licenziamento di Bilancio e Finanziaria. E’ probabile che per la terza volta nelle prossime ore, la conferenza dei capigruppo possa approvare un nuovo programma di lavoro.
Il presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, proprio in una intervista ad Abruzzoweb assicura che i tempi saranno rispettati e avvisa le opposizioni di centrosinistra e Movimento 5 stelle: “l’atteggiamento giusto non è quello già di minacciare di presentarsi in aula con 5mila, 10mila, un milione di emendamenti, sapendo perfettamente che il regolamento consente alla maggioranza di superare queste stupide e sterili forme di ostruzionismo”. Ovvero alla malaparata la maggioranza farà scattare la “tagliola”, che limita il numero di emendamenti che possono essere presentati e contingenta i tempi del dibattito. Marsilio ha accusato la minoranza di voler fare solo “commedia”, invitandola piuttosto ad essere “più seria, a suo stesso vantaggio, rendendosi più comprensibile, facendo proposte chiare, puntuali e percorribili, su cui siamo pronti a confrontarci nel merito ed eventualmente ad accoglierle”. Infiammando ancor più gli animi.
“Nonostante i fondi ci siano e quindi il licenziamento di Bilancio e Finanziaria ci sarebbe potuto essere senza problemi e con la giusta tempistica, in questa sessione si registra per la prima volta nella storia della Regione il mancato coinvolgimento delle parti sociali che protestano per questo. E non ci sono ragioni: forse è colpa dell’assessore fantasma Liris che nominato assessore non si è ancora dimesso”, denuncia del capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci,
“Non ci sarà condivisione: il Centrodestra abruzzese è nel caos e nella confusione e sta copiando il governo nazionale che a Roma sta facendo la stessa cosa. E non sappiamo quando inizieremo l’esame visto che manca il parere dei revisori dei conti. Lavoriamo al buio e alla fine la discussione si ridurrà a 24 ore. Non era mai accaduto. Comunque, noi continuiamo a difendere gli interessi degli abruzzesi”, conclude Paolucci.
Il consigliere dem Pierpaolo Pietrucci, è tornato oggi ad attaccare: “Un vero S-Bilancio quello che si affronta in queste ore in Consiglio regionale. Un documento completamente sbilanciato, insufficiente e sbagliato per tanti motivi. E arriva con un ritardo così grave da mettere l’Abruzzo a rischio di andare in esercizio provvisorio”. Un bilancio “scritto senza alcun confronto sociale: sindacati, imprese, associazioni professionali, l’intero sistema produttivo abruzzese è stato ignorato e immagino che Marsilio, affetto da cronica allergia al dialogo, lo consideri un vanto!”
Continua ad attaccare anche il Movimento 5 stelle, che con Domenico Pettinari, osserva che lo stanziamento di 5 milioni di euro per le famiglie per il caro energia non esiste, e quei fondi di conseguenza non ci sono. Inoltre, nelle pieghe del Bilancio si sono trovati milioni per il Napoli calcio, per i prossimi anni, ma 0 euro per i malati oncologici e questo grida vendetta”. “Altro aspetto paradossale – aggiunge – riguarda polizia locale e sicurezza urbana, temi tanto cari al centrodestra che nella realtà però non ha messo nessuna risorsa su questi capitoli. Per quanto riguarda il Milleproroghe poi mi sembra evidente che siamo di fronte a una grande legge di deregolamentizzazione molto pericolosa. Mi riferisco in particolare alla proroga del termine per la regolamentazione delle opere idrauliche che passa dal 2022 al 2023. Questo deve farci riflettere e dovremmo ricordarcelo quando poi dovremo fare i conti con i tragici eventi calamitosi che, ahimè, colpiscono il nostro territorio”.
Difende a spada tratta la manovra la maggioranza, con il presidente Marsilio, di Fratelli d’Italia, che tra le misure ricorda i circa 3,5 milioni di euro nel triennio per esentare tutte le onlus, le associazioni di volontariato e le organizzazioni non lucrative dal peso di pagare l’Irap, i 4 milioni in più per pagare tutte le borse di studio agli studenti universitari, gli 11 milioni di euro per la Protezione civile, che “verranno utilizzati per completare le programmazioni e le progettazioni sulla prevenzione, per i piani valanghe, per i piani delle dighe, come chiesto da una recente direttiva, per garantire la massima sicurezza”. I 20 milioni per il dissesto idrogeologico, i 30 milioni in più nel triennio per la copertura delle spese del trasporto pubblico locale.
Marsilio poi sfata il mito dell’esistenza di un “tesoretto”, da svariate decine di milioni, liberate dalla fine del pagamento di una cartolarizzazione, visto che “le risorse disponibili andranno semplicemente a compensare le mancate entrate fiscali, dovute alla crisi pandemica e poi al caro energia, di ben 20 milioni di euro, e anche i mancati trasferimenti da parte dello Stato, negli ultimi tre anni, che dovevano sostenere le regioni per l’aggravio di spesa, in particolare quella sanitaria, generato anche qui dall’emergenza pandemica”
Dunque, par di capire, non ci saranno i soliti copiosi fondi a pioggia di fine anno, decisi dai consiglieri, a vantaggio dei loro territori e cerchie elettorali, e o sarà più che altro una pioggerellina.






