L’AQUILA – Ci vorranno non meno di otto giorni per conoscere davvero cosa contiene la legge di Stabilità e il Bilancio di previsione, approvati il 30 dicembre nel consiglio regionale abruzzese: solo a seguito dell’opera di “collettazione” di tutte le modifiche arrivate in aula degli uffici, potranno essere infatti promulgate e diventare legge. Prima di allora, anche se la manovra è stata approvata entro il termine del 31 dicembre, la Regione Abruzzo sarà, seppure per pochi giorni, formalmente in in esercizio provvisorio, o più precisamente in “gestione” provvisoria, con spese congelate e ridotte all’osso.
In queste ore gli uffici della direzione Affari della Presidenza e Legislativi del consiglio regionale, presieduta da Francesca Di Muro, in raccordo con gli uffici della Giunta Regionale, lavorano senza sosta per mettere insieme tutti gli emendamenti approvati in aula, in modo frenetico, senza discussione, dopo che è stato trovato un accordo tra maggioranza di centrodestra e opposizioni di centro sinistra e Movimento 5 stelle, dopo giorni di bordate e polemiche sui contenuti e sui ritardi accumulati per l’iter di approvazione. secondo indiscrezioni provenienti del mondo politico, i consiglieri si sarebbero spartiti 300mila euro a testa in seno alla maggioranza e 200mila euro nelle minoranze. Registi dell’operazione in primis il presidente della Regione, Marco Marsilio, e l’assessore al Bilancio, Guido Liris, che si è poi dimesso per andare a fare in via esclusiva il senatore di Fdi.
E potrebbero dunque esserci sorprese, e le solite “chicche”, una volta che saranno noti in particolare gli elenchi contenuti negli allegati della ridda di emendamenti approvati a spron battuto in in poche ore, e che titolano solo per macro-voci, presentati come misure a favore della cultura, del sociale, dello sport e così via.
In consiglio la pace è stata fatta, e le asce di guerra nuovamente sotterrate, dopo che si è trovata la quadra, non solo per l’accoglimento da parte del centrodestra di partite che stavano a cuore alle opposizioni come, solo per fare un esempio, i 5 milioni per aiutare le famiglie in difficoltà economica a far fronte al caro bollette.
Ma anche a seguito dell’accordo sulla “spartizione”, seppure in fette disuguali, della torta della cosiddetta “manovra d’aula”, con le tradizionali elargizioni a pioggia, decise a discrezione dai singoli consiglieri. E di cui solo una parte è conosciuta, perché rivendicata dagli stessi esponenti politici nei comunicati stampa, o perché menzionata esplicitamente durante la seduta.
Tanti lettori ed anche gli stessi addetti ai lavori chiedono intanto e invano informazioni sull’interezza dei finanziamenti a pioggia.
Terminato il lavoro degli uffici, chiamati a raccogliere tutti gli emendamenti che hanno modificato in consiglio il testo approvato dalla Giunta, calandoli nel quadro contabile e finanziario, verificandone la copertura, e la correttezza delle singole variazioni di bilancio, il testo sarà consegnato al presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, che lo invierà al presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, che lo potrà promulgare con successiva e immediata pubblicazione sul bollettino regionale della Regione Abruzzo, il Bura, per avere finalmente vigenza di legge.
Fino al quel momento, formalmente, la Regione Abruzzo è in “gestione provvisoria”: infatti non basta approvare il bilancio entro il 31 dicembre, rischio a lungo evocato, ma poi scongiurato, esso va anche promulgato, e dunque la spesa è fino a quel momento resta “congelata”, e solo per voci fondamentali e improcrastinabili. Tecnicamente e per essere pignoli, la gestione provvisoria, un fatto abbastanza consueto, è diversa dall'”esercizio provvisorio”, per il quale occorre un voto in consiglio che lo autorizza, in caso di mancata approvazione del bilancio e davanti a difficoltà oggettive per far tornare in conti del bilancio, e di non immediata e facile soluzione.
Per fare un paragone, la finanziaria nazionale è stata invece approvata dal governo di centrodestra di Giorgia Meloni, il 29 dicembre, firmata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 31 dicembre. Per lo Stato Italiano, del resto, approvare in ritardo la legge di Bilancio, rappresenta un pessimo segnale per i mercati, con conseguenze concrete negative in termini finanziari.
Cosa diversa è invece per le Regioni, dove non si corre questo rischio, al netto però di una figuraccia politica per la maggioranza in carica. Del resto, in questi giorni di inizio anno, con tanti dipendenti in ferie e la tecnostruttura abruzzese a mezzo regime, sono di solito ben pochi, per non dire nessuno, i mandati di pagamento approvati dagli uffici, e qualche giorno di ritardo, in attesa della promulgazione e dello sblocco totale della spesa, non rappresenta un particolare problema.
Quello che è certo, è che una volta che sarà disponibile la manovra di bilancio nella sua interezza, si potrà conoscere anche il lungo elenco di Comuni e Pro loco, associazioni culturali, sportive, ludiche e sociali, manifestazioni ed eventi del più disparato genere, che hanno beneficiato anche di piccole piccole cifre, su indicazione dei singoli consiglieri, a loro discrezione, onere imprescindibile per poter foraggiare il consenso da cui dipende la carriera e la fortuna politica di ciascun inquilino dell’Emiciclo, premiando e dando risposte al territorio di appartenenza e agli ambienti a loro vicini e fedeli elettoralmente.
Metodo ormai pienamente sdoganato, e rivendicato dai consiglieri come esercizio della rappresentanza del territorio di cui sono espressione e di cui sono chiamati a farsi carico. Metodo criticato invece da chi ritiene che al contrario si tratta tutto sommato di un legame “clientelare”, a prescindere la bontà dell’utilizzo delle risorse pubbliche, e sarebbe dunque preferibile, come avviene in altri ambiti di spesa della Regione, procedere a bandi pubblici più trasparenti e con un preciso ordine di priorità e di rilevanza, sull’utilizzo o meno dei soldi di tutti i contribuenti ed elettori abruzzesi, evitando in molti casi, che un diritto venga ridotto ad un privilegio e ad una gentile concessione.
Intanto una cosa è certa: la vicenda dimostra che i fondi ci sono, e che è iniziata la campagna elettorale in concomitanza con l’ultimo bilancio ‘pieno’ gestito da questa maggioranza.






