L’AQUILA – “La Regione Abruzzo ha ricalcolato con i suoi uffici l’ammontare del contributo straordinario da dare al Comune dell’Aquila per salvare il bilancio e addirittura la stima viene più alta di quanto già quantificato dall’ufficio speciale per la ricostruzione!”.
Ad annunciarlo ad AbruzzoWeb, a poche ore dalla terza visita in città del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che domani nell’ambito dell’incontro relativo al Masterplan per l’Abruzzo perorerà senz’altro la questione bilancio.
Il problema è ormai noto: per le minori entrate e maggiori uscite dovute al sisma, per il settimo esercizio di fila il Comune necessita di un fondo straordinario, negli anni scorsi di circa 25 milioni di euro, per far quadrare i conti.
Il governo tira la cinghia, facendo notare che a sette anni le esigenze sono minori, e ha affidato il calcolo all’Usra, che ha ipotizzato di tagliare a 18,9 milioni. Il governatore, Luciano D’Alfonso, ha messo a disposizione gli uffici regionali, ma il conto di palazzo Silone è più alto.
Intanto la Giunta e i revisori dei conti hanno approvato un bilancio con la tassa sui rifiuti (Tari) aumentata del 20% con il rischio di salire fino al +50% a luglio. È corsa contro il tempo perché se lo strumento finanziario (e il rendiconto 2015) non passano in aula entro il 25 maggio, il prefetto scioglierà il Consiglio comunale.
“Il governo è già sensibilizzato su questo tema, non è più il problema del se, ma del quanto e del quando – assicura Cialente – Renzi viene per il Masterplan, ma parleremo anche di questo argomento”.
Non sarà un problema, ribadisce il primo cittadino, il fatto che si siano persi già due “autobus” legislativi per inserire il tesoretto, che deve essere disposto da una legge dello stato, ovvero la legge di stabilità e il decreto milleproroghe, mentre il prossimo passaggio, il decreto Enti territoriali, è programmato per giugno, quindi a ultimatum prefettizio già scaduto.
“Mi basta un impegno, poter dire al Consiglio comunale che i soldi arriveranno per votare il bilancio senza tagli a tutto spiano a servizi, sociale e cultura”, ribadisce Cialente, che nelle scorse settimane ha accusato l’esponente di riferimento del governo Renzi, il sottosegretario Paola De Micheli, di non fidarsi, mentre l’ala sinistra della coalizione ha alimentato la tesi del complotto per far cadere l’ultima Giunta “ulivista” rimasta in Italia.
“Parlerò con la De Micheli? Non credo verrà. E se verrà? Certo, senza problemi”, taglia corto.




