L’AQUILA – Dopo il rinvio della seduta della prima commissione Bilancio di ieri, primo passo dell’iter di approvazione della legge di bilancio della Regione Abruzzo, per un vizio di forma nella convocazione dei componenti, oggi si replica, con tempi sempre più stretti, con la conferenza dei capigruppo, che ha aggiornato intanto il calendario dei lavori.
Oggi la conferenza capigruppo è convocata per l’esame della “Legge di stabilità” e del “Bilancio di previsione 2023-2025”. Prevista l’audizione di esponenti della società civile. Slitta l’ordine del giorno di ieri che prevedeva l’approvazione del Documento di Economia e Finanza Regionale, la nota di aggiornamento al Defr, eventuali ulteriori provvedimenti come il “Milleproroghe”.
Il nodo fondamentale resta però il parere dei revisori dei Conti, che deve essere acquisito prima della decisiva seduta di commissione, con l’ok definitivo, e solo così il testo della legge di Bilancio potrà arrivare in aula il 27 dicembre, secondo l’attuale calendario dei lavori, che potrebbe però, a questo punto, subire uno slittamento.
La Conferenza dei Capigruppo, integrata con i presidenti delle commissioni consiliari, ha approvato dunque l’aggiornamento al calendario dei lavori. Dopo la seduta di oggi, domani la Prima Commissione esaminerà il “Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR)”, la “Nota di aggiornamento DEFR” ed eventuali ulteriori provvedimenti. Dalle 15 inizieranno le audizioni degli assessori regionali.
I lavori si fermeranno qualche giorno per le festività natalizie per riprendere martedì 27 dicembre, quando si prevede, durante la mattinata, di acquisire i pareri di tutte le commissioni permanenti. Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle 15, la Prima Commissione inizierà l’esame di merito della manovra che proseguirà il giorno successivo con l’espressione del parere entro le ore 22. Dalle 11 di giovedì 29 iniziano i lavori in Aula, con la prima convocazione del Consiglio regionale per l’esame del DEFR, della “Nota di aggiornamento” e della legge “milleproroghe”. Alle 15 dello stesso giorno, e comunque a seguire la precedente seduta, l’Assemblea regionale si confronterà sul testo finale della “Legge di stabilità” e sul “Bilancio di previsione 2023-2025”. I lavori del Consiglio, se necessario, proseguiranno il 30 dicembre con chiusura della sessione entro le ore 18. La programmazione resta valida se il parere dei Revisori dei Conti arriverà entro le ore 9 del 27 dicembre.
Ma oramai tra opposizioni di centrosinistra e M5S e maggioranza di centrodestra è oramai scontro al calor bianco, che rischia di trasformare in un calvario l’approvazione del bilancio, entro e non oltre il 31 dicembre, per evitare l’esercizio provvisorio, che significa spese contingentate, ovvero, dice la norma: “nel corso della gestione provvisoria l’ente può assumere solo obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi, quelle tassativamente regolate dalla legge e quelle necessarie ad evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all’ente. Nel corso della gestione provvisoria l’ente può disporre pagamenti solo per l’assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi speciali tassativamente regolati dalla legge, per le spese di personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse, ed, in particolare, per le sole operazioni necessarie ad evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all’ente”. Per le altre spese e per quattro mesi, ovvero fino al 30 aprile, “le spese possano essere effettuate, per ciascun capitolo, nella misura di tanti dodicesimi quanti sono i mesi dell’esercizio provvisorio (1/12 se è un mese, 2/12 se è due mesi ecc.)”.
Dopo le bordate di ieri da parte delle opposizioni è intervenuto ieri il presidente della Commissione Bilancio, Fabrizio Montepara, della Lega, e ha spiegato tecnicamente i motivi del rinvio.
“La Conferenza dei capigruppo ha stabilito che l’approvazione del calendario valesse anche come convocazione delle sedute delle Commissioni e del Consiglio e che solo in caso di una variazione dell’orario, sarebbe stata inviata un’ulteriore nota. Ho ritenuto, comunque, inviare a mezzo mail istituzionale, come fatto in altre circostanze e per mero promemoria, la convocazione per la seduta della Commissione di questa mattina. Questo è confermato dalla presenza, all’apertura dei lavori, dei Consiglieri di maggioranza e di opposizione”.
E ha aggiunto: “Nonostante le faziose contestazioni delle opposizioni riguardo le modalità di convocazione, per mero spirito di collaborazione, vista l’importanza dei documenti all’ordine del giorno, abbiamo convenuto di rinviare la discussione dei punti all’ordine del giorno nel corso della prossima seduta della Commissione Bilancio. Mi chiedo, però – osserva -, per quale motivo venga strumentalizzata una questione rigorosamente tecnica trasformandola in un motivo di attacco politico per mettere in cattiva luce l’operato del sottoscritto e degli Uffici”.
Per le opposizioni però al di la dei tecnicismi, la maggioranza è in panne e c’è chi assicura che al centro del dissidio è l’utilizzo del tesoretto da 10-15 milioni di euro a disposizione dei singoli consiglieri, per erogazioni ad hoc e e a pioggia.
Il consigliere M5s Domenico Pettinari ieri è arrivato a mostrare le manette dentro l’aula dell’Emiciclo, “strumenti di lotta politica come il cappello della Guardia di Finanza che ho già indossato. Simboleggiano le inchieste giudiziarie, per cui mi batto affinché sia convocato un consiglio straordinario, e sono il mezzo per ribadire che sono pronto a incatenarmi contro gli abusi regolamentari della maggioranza”. E scrive su facebook: “opposizione ferma e decisa senza fare sconti. Oggi continua la lotta in commissione bilancio per chiedere fondi per aiutare famiglie e imprese a pagare il caro bollette”.
Ha rincarato la dose il capogruppo del M5S Francesco Taglieri: “Si accumulano ritardi sull’avvio dei lavori relativi alla sessione Bilancio di Regione Abruzzo. Il centrodestra invia solo nella tarda notte di ieri (19 dicembre) la bozza della Legge di stabilità ai componenti del Consiglio, impedendo di fatto un corretto studio delle carte e analisi dei capitoli economici. Poi, come se questo non bastasse, la maggioranza pretende di aprire i lavori della I Commissione, senza averla di fatto convocata. Un pasticcio che costringe il Presidente Montepara a rinviare la seduta”.
Il capogruppo del Pd Silvio Paolucci, ex assessore regionale al Bilancio, ha colto l’occasione per attaccare duramente anche l’attuale assessore al Bilancio, Guido Liris, eletto senatore di Fdi, e che ancora non ha rassegnato le dimissioni dalla Regione, mantenendo il doppio incarico.
“Ci chiediamo se fra le distrazioni sia finito anche il fatto che abbiamo ancora in carico alla Regione un assessore, Guido Liris, che invece dovrebbe essere altrove, visto che dopo il voto del 25 settembre è stato eletto al Senato. Nei fatti viviamo una situazione più unica che rara in Italia: non solo il bilancio, ma anche un assessore “congelato”, incastrato in un ruolo strategico e che non si dimette e così nemmeno consente che tale carica venga assolta non da un assessore part-time, che magari pensa a tempo perso alle questioni dell’Abruzzo, ma da chi abbia competenze adeguate e tempo sufficiente da dedicare allo scopo. Una situazione davvero paradossale. Va subito fatta chiarezza sul bilancio e sul futuro dell’esecutivo, che non può mantenere equilibri che la legge non consente e, soprattutto, che ricadono sui cittadini abruzzesi, a causa della superficialità con cui viene trattata la materia da chi governa”.
E chiosa “incredibile che sul documento più strategico si sconti tanto ritardo, approssimazione e il rischio, ogni giorno più concreto, di finire in esercizio provvisorio e del disimpegno di una grossa mole di fondi a vantaggio della comunità. L’Abruzzo non merita di essere governato così”.
Ha commentato ieri a sua volta Sara Marcozzi, del gruppo misto, presidente della Commissione d’inchiesta sull’emergenza idrica: “È bastato un vizio di forma sulla convocazione della seduta odierna per bloccare l’avvio dei lavori della sessione di bilancio di Regione Abruzzo. Da un lato una maggioranza incapace di far rispettare i requisiti di forma e dall’altro i colleghi dell’opposizione presenti in aula a verbalizzare di non essere mai stati convocati. Il combinato disposto di questi due atteggiamenti ha fatto perdere una giornata intera ai lavori sul bilancio della nostra regione. Oggi dal Consiglio regionale arriva un pessimo segnale ai cittadini. Sarebbe bastato un po’ di buon senso per iniziare a lavorare da subito, perché non può essere un vizio di forma a farci perdere un giorno nella scrittura della legge da cui dipenderà il futuro dell’Abruzzo”.
“È oggettivo – prosegue – che non sia stata rispettata la forma della convocazione alla seduta della I Commissione Bilancio di Regione Abruzzo per la mattina di oggi. Ma è altrettanto vero che il calendario è stato concordato in Conferenza dei Capigruppo, e la presenza in aula di tutti i Commissari – compresi Consiglieri non componenti della I Commissione – rappresenta la prova che tutti fossero al corrente dei lavori di oggi”.
“Non credo siano questi i modi migliori di svolgere il nostro compito di rappresentanti delle istituzioni. Così si riducono solo i tempi, già contingentati, dedicati alla redazione e discussione della miglior legge di bilancio regionale possibile. Oggi si è persa l’occasione di dimostrare maturità e responsabilità agli abruzzesi e al tessuto economico e sociale dell’Abruzzo che attendono da noi le migliori soluzioni possibili” conclude Marcozzi.






