L’AQUILA – E’ spuntato fuori anche un piccolo Pinocchio in legno nella rissa che si è scatenata nella quinta commissione consiliare “Salute, Sicurezza sociale, Cultura, Formazione e Lavoro”, impegnata nell’ambito della sessione di bilancio, nell’audizone dell’assessore alle attività produttive Mauro Febbo, di Forza Italia.
In particolare, sono volate parole grosse ed urla, a tratti assordanti, tra il capogruppo di Abruzzo in Comune, Sandro Mariani, ex capogruppo del Pd nella passate legislatura di centrosinistra, che esibendo il Pinocchio in legno, ha accusato Febbo, uno degli uomini di maggiore esperienza della maggioranza di centrodestra, di aver detto “tante bugie”, quando era all’opposizione.
A scaldare gli animi, in giornata, anche le “perplessità”, espresse nella scheda istruttoria della Direzione affari della Presidenza e Legislativi del Consiglio regionale, consegnata ieri, a firma della dirigente Francesca Di Muro.
In particolare nella relazione tecnica, si punta il dito sull’inserimento nel testo della legge di stabilità, dell’articolo 16 bis, in cui si prevedono di finanziare progetti di legge, contenuti in quello che il capogruppo del Partito democratico, Silvio Paolucci, ha definito un “pizzino”, ovvero un testo scritto a penna, con vergati i progetti di legge, recentemente presentati dalla Lega, “Abruzzo regione del benessere”, per 550 mila euro, “Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo”, per 100mila euro, “Norme tutela dei coniugi separati o divorziati in condizioni di disagio di particolare con figli minori”, per 150 mila euro, “Aiuti alle persone vittime della criminalità”, 200 mila euro.
L’anomalia sarebbe rappresentata dal fatto che trattasi di progetti di legge mentre, è stato osservato dallo stesso Paolucci, nella legge di stabilità si possono finanziare o rifinanziare solo leggi vigenti, o al massimo un fondo per la copertura generica di future leggi, ma non ad hoc.
Inoltre l’ufficio legislativo, nella sua relazione, rileva che “ferma restando la singolarità di tale disposizione si evidenzia un contrasto tra suddetta parte introduttiva della deliberazione di Giunta regionale e l’allegato alla medesima che contiene il testo del disegno di legge, nel quale non risulta essere calato l’articolo 16 bis”.
Né tantomeno “il contenuto di tale articolo 16-bis risulta esplicitato nella relazione illustrativa di accompagnamento. A tale riguardo si esprimono perplessità, poiché non appare chiaro quale sia l’effettivo intento dalla giunta regionale”.
Tanto basta al consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Domenico Pettinari, per affermare che “la legge di stabilità è viziata da profili di grave irregolarità: se dovessero approvarla così, non avrebbe alcun valore”.
Insomma, oltre a Pinocchio, anche un fantasma si aggira nel bilancio regionale.
Tornando alla singolar tenzone tra Mariani e Febbo: il primo ha citato ad esempio il caso del Ciapi, il Centro interaziendale addestramento professionale industria, ente partecipato interamente dalla Regione Abruzzo, messo in liquidazione dall’attuale maggioranza.
“Avevi detto che non avrebbe mai chiuso e invece è successo il contrario, hai la ricetta magica per ogni cosa scambiando l’Abruzzo per la Lombardia ma poi finisce tutto male. Ti chiamerò Mauro da Nazareth, citando i casi Zeus, Cotir, “ma soprattutto il Masterplan, del quale dicevi che era un libro dei sogni – ha continuato Mariani, paonazzo per lo sforzo -, mentre oggi andate ad inaugurare opere fatte con quei fondi. Febbo vuole imitare il presidente del Consiglio, Sospiri, infatti ha spostato i fondi, circa 600mila euro, dalla legge 55 sugli eventi culturali che avrebbe assegnato contributi per meriti, alla disponibilità della Giunta per distribuirli discrezionalmente. Comune – ha tuonato ancora Mariani, il professor Febbo non ha riposto alle mie domande quindi non sa tenere le lezioni”.
Febbo, anche lui paonazzo come il suo collega, ha replicato chiedendo al presidente della commissione, Mauro Quaglieri, di Fratelli d’Italia, tra l’altro medico, di somministrare un calmante al più giovane collega che ha invitato poi più volte “a studiare per non dire cose non vere”.
Stesse scene anche tra lo stesso Febbo e il consigliere pentastellato Pettinari.
Scontri e tensioni sono state insomma l’immagine prevalente della giornata, la terza della sessione di bilancio con commissari e collaboratori a dir poco perplessi, anche loro, davanti a scene non rispettose della maggiore istituzione abruzzese.
Terminate le audizioni degli assessori nelle varie commissioni consiliari, i lavori sono in corso nella prima commissione Bilancio, che sta esaminando la legge di stabilità. Poi, sarà la volta del Bilancio di previsione, anche se i tempi sono contingentati a domani alle ore 24. Tenuto conto che il consiglio è convocato per il 27 dicembre, e in mezzo c’è la vigilia, Natale e Santo Stefano.
“Il centrodestra non riuscirà ad approvare in commissione il bilancio, tutto sarà rimandato al consiglio regionale”, ha commentato Paolucci.
“Stiamo discorrendo su tutto e il contrario di tutto, ogni assessore viene e facciamo domande su bilancio e legge stabilità senza avere risposte esaustive”, ha spiegato Pettinari.
Controcorrente l’assessore regionale al bilancio Guido Liris, di Fratelli d’Italia, il quale ha sottolineato che “ho partecipato molto attivamente ai lavori come assessore al ramo, la discussione è serrata ma siamo fiduciosi di ottenere un buon risultato per la collettività”.




