ROMA – “Contro di me c’è stata una congiura politico-mediatico-finanziaria alla quale si è aggiunta la diaspora di Fini, che portò dall’altra parte eletti sotto il simbolo del Pdl”. Lo afferma Silvio Berlusconi su Rai 1. “Poi scoppiò il vero e proprio imbroglio dello spread”, aggiunge.
“Se non mi fa parlare vado via, è inutile che prosegua, è la quarta volta che mi interrompe”. Il Cavaliere si alza dalla sedia mentre è intervistato, a Domenica In, da Massimo Giletti sul discorso del premier dimissionario Mario Monti. Il conduttore lo fa sedere e gli dà la parola ma avverte, ‘serve il dialogo’ in un dibattito. La replica: ‘fa disinformazione’.
Poi siparietto tra Giletti e Berlusconi sulla conduttrice Barbara D’Urso. “Guardi che qui non siamo dalla D’Urso” aveva detto Giletti interrompendo Berlusconi che parlava a lungo senza rispondere alle domande. Ma il Cavaliere, che dopo aver protestato per le continue interruzioni del presentatore, alla fine la D’Urso la difende dicendo: “Guardi la D’Urso in tv, che è anche molto bella e brava…”.
Poi, l’affondo. “Da quando è arrivato il governo tecnico tutto è andato a precipizio. Quella di Monti è un’operazione che arriva dalla Germania e noi non avevamo alcuna responsabilità di quello che stava succedendo. Il Governo tecnico ha applicato linea imposta dalla Germania di rigore e austerità che porta ad aumento debito pubblico e recessione”.
E ancora. “Stanotte ho avuto un incubo e mi sono svegliato gridando: c’era di nuovo un governo Monti con Antonio Ingroia alla Giustizia, Antonio Di Pietro alla Cultura, Gianfranco Fini aveva le fogne, poi c’era quello del SeL, come si chiama?… alla famiglia. E la Bindi non le dico dove..”.
“Avevamo difficoltà a tenere in piedi tutti i moderati”, ha quindi detto Berlusconi, rispondendo alla domanda sul perché aveva proposto a Monti alla guida dei moderati visto che ora lo critica tanto.
“Mettendo insieme tutti i 57 governi precedenti – ha spiegato – non si arriva a fare tutte questi cambiamenti che noi abbiamo fatto per migliorare la vita degli italiani”.
“Non metteremo in lista persone con condanne definitive – ha aggiunto – le nostre liste non porteranno questi nomi. Avremo giovani, chi verrà da amministrazioni locali, dal mondo dell’università, e saranno confermati parlamentari non anziani dell’ultima legislatura che hanno dimostrato di essere capaci”. Lo ha detto Berlusconi a Rai 1 rispondendo alla domanda se condiderà condannati come ad esempio Marcello Dell’Utri.
Non si è fatto attendere Gianfranco Fini. “Preferisco essere un incubo notturno di Berlusconi che un suo complice nel trattare l’Italia come un bottino da spartire o un bordello”, ha detto il presidente della Camera attraverso un tweet a Silvio Berlusconi.



