ROMA – “Ci criminalizzano perché dicono che noi vogliamo impedire la libertà di stampa. Ma qui sta succedendo un’altra cosa assurda: io ho detto a quelli della Protezione civile di non andare più all’Aquila. Appena vanno in Abruzzo gli saltano addosso, addirittura hanno contestato a Bertolaso di non aver previsto il terremoto… Siamo all’assurdo”. Così ha attaccato la Procura dell’Aquila durante l’ufficio di presidenza del Pdl il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi (nella foto).

Il premier ha poi ribadito il concetto nel corso della 60a assemblea nazionale di Federalberghi, rivelando di aver “detto agli uomini della Protezione civile di non andare in Abruzzo o almeno di farlo senza insegne o almeno senza rendersi riconoscibili” proprio perché dopo l’apertura di quel fascicolo “rischi che qualcuno che magari ha avuto dei familiari morti sotto le macerie e con una mente fragile, gli spari in testa”.

Durante l’ufficio di presidenza del Popolo della libertà il premier aveva criticato duramente l’atteggiamento della magistratura, in chiaro riferimento ai sette avvisi di garanzia spediti dalla Procura del capoluogo ad altrettanti membri della Commissione grandi rischi.

Secondo quanto riferito all’Agi da alcuni partecipanti all’incontro, Berlusconi ha citato anche l’esempio del porto di Napoli che “stavano per sequestrare e per fortuna siamo riusciti a fermarli”. Per il presidente del Consiglio, la magistratura “politicizzata in modo organico” sta impedendo “il governo del Paese” e va, in questo senso, contro gli interessi del Paese.

ROSSINI GLISSA: ”NON RISPONDO, LAVORO”

L’AQUILA – “Non entro in polemica. Continuiamo a lavorare come al solito bene, velocemente e rispettando le leggi vigenti”. Sono le uniche dichiarazioni che il Procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, ha voluto rilasciare in merito alle accuse del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi relative all’inchiesta sulla Commissione grandi rischi, attivata dalla Procura dell’Aquila.

Inchiesta che ha portato all’emissione di sette avvisi di garanzia alle persone, tra cui i vertici della Protezione Civile, che hanno partecipato alla riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009 a soli cinque giorni dalla tragica scossa. Per la Procura che ha indagato sull’ipotesi di reato di omicidio colposo, la Commissione Grandi Rischi non ha adottato provvedimenti preventivi.

CONSIGLIERI CSM CHIEDONO UN INTERVENTO A TUTELA DEI PM AQUILANI

L’AQUILA – Intervenire a tutela dei Pm dell’Aquila dopo le dichiarazioni rilasciate oggi dal premier Silvio Berlusconi. Secondo quanto riportato dall’Agi, lo chiedono in un documento inviato al comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli, diversi consiglieri del Consiglio superiore della magistratura.

CHIODI, LA DIFESA: ”POLVERONE INUTILE”

L’AQUILA – “Intorno alle dichiarazioni del presidente del Consiglio si sta sollevando un polverone che non aiuta a trovare la verità e non è certo di conforto per i familiari delle vittime. Si sta confondendo un tentativo di stigmatizzare l’operato della magistratura e di prendere le distanze da decisioni che Berlusconi non condivide, con una mancanza di rispetto verso la popolazione aquilana e verso un grande dolore che va invece considerato e che resta purtroppo immutato nel tempo”.

È la difesa del presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, in merito alle dichiarazioni rilasciate oggi dal premier Silvio Berlusconi a proposito dell’indagine sulla Commissione grandi rischi.

“Vorrei ricordare – ha aggiunto Chiodi – che Berlusconi, sin dai primi momenti, ha mostrato grande vicinanza, stima e solidarietà alla nostra gente. Le polemiche di queste ore restano sterili e le accuse, ancora una volta, vengono smentite dai fatti. L’impressione che si ha è che si tratti di argomentazioni usate per creare situazioni di imbarazzo e per mettere in cattiva luce quanto di buono si sta facendo per L’Aquila”.

CIALENTE: ”LO INVITERO’ PER PARLARNE, C’E’ NERVOSISMO MA NON MENTI FRAGILI’

L’AQUILA – “Non so proprio come si possano dire certe cose… Insomma, sono sconcertato”. Sospira così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dopo le dichiarazioni del premier sui pericoli che correrebbe la Protezione Civile del capoluogo terremotato.

“È proprio una dichiarazione arrivata in un momento sbagliato – ripete il primo cittadino – è vero che all’Aquila l’aria è tesa, ma per via della vicenda delle tasse e dei contributi che dovrebbero essere pagati di nuovo dai terremotati. Governo e opposizione sanno bene, perché ho parlato chiaro, che in città c’é nervosismo: menti fragili non ce ne sono, ma gente nervosa sì”.

“Al più presto – conclude Cialente – inviterò Berlusconi all’Aquila per parlare di queste cose. Quanto alla Protezione Civile, al di là delle vicende giudiziarie, all’Aquila invece c’é grande riconoscenza, specie per i 17 mila volontari che ci sono stati vicini per mesi. Il rapporto con la Protezione Civile è eccellente”.

DEL CORVO: ”PREMIER HA RAGIONE, MA NON ABBANDONI L’AQUILA”

L’AQUILA – “Comprendo le preoccupazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per la Protezione civile e ritengo che ciò che è stato fatto, in sinergia con il Governo, per L’Aquila e i comuni del cratere è sotto gli occhi di tutti”. Lo afferma il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo.

“Il Governo – aggiunge – è stato presente e sempre lo sarà, supportando con le necessarie  risorse umane e finanziarie il complesso processo della ricostruzione. Invito il presidente Berlusconi a non abbandonare il territorio aquilano e i cittadini che lo vivono. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un progetto politico condiviso che coinvolga le migliori energie locali nella nobile finalità della ripartenza dell’Aquila”.

“Per ricostruire L’Aquila – conclude – occorre fare squadra e non tirare i sassi tutti i giorni, come fanno gli esponenti della sinistra. Il tempo che impieghiamo nelle  polemiche inutili è tempo perso, perché non utile alla soluzione degli enormi problemi che abbiamo ancora di fronte”.

PEZZOPANE: ”DICHIARAZIONI ALLUCINANTI”

L’AQUILA – La vice presidente del Consiglio provinciale, Stefania Pezzopane, responsabile nazionale per la ricostruzione del Partito democratico, stigmatizza come “gravissime” le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi rilasciate oggi. “È una dichiarazione allucinante e irrispettosa – spiega – che la dice lunga su cosa sia stata per molti la tragedia aquilana: un teatro dove sperimentare propaganda e aggressività nei confronti dei più deboli”.

PARISSE: ”QUI GRU E CARRIOLE, NON FUCILI”

L’AQUILA – “Le dichiarazioni del presidente del consiglio, lo ammetto, mi sconvolgono. Qui c’è ancora tanto da fare. Servono muratori, gru, pale e carriole. Non fucili”. Giustino Parisse, giornalista che nel sisma del 6 aprile perse due figli e il padre, ha lasciato questo commento sul blog del sito internet suo giornale, Il Centro, dopo le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi, che ha invitato la Protezione civile a non andare in Abruzzo per scongiurare il rischio di “rappresaglie” dopo i sette avvisi di garanzia notificati alla commissione grandi rischi che si è riunita all’Aquila qualche giorno prima del terremoto in Abruzzo.

“Io, dopo il sisma – scrive il giornalista di Onna – ho incontrato più volte lui, il capo della Protezione civile Bertolaso, decine e decine di volontari che sono venuti ad aiutarci. Ho parlato in questi mesi con molti parenti delle vittime e mai nessuno di loro ha espresso parole minacciose nei confronti di chicchessia. Si continua a confondere una richiesta di chiarezza su quello che accadde nel corso della riunione della Commissione grandi rischi il 31 marzo del 2009 con il ruolo della Protezione civile dopo il terremoto. Un ruolo che può essere certo criticato ma da questo a pensare che qui c’è gente pronta a sparare per vendicarsi è qualcosa che mi lascia senza parole”.

“Non ho mai usato toni forti – conclude Parisse – anzi, se l’ho fatto l’ho fatto contro me stesso forse per esorcizzare i miei tanti sensi di colpa per la morte dei miei figli. Un dolore immenso che aumenta ogni giorno di più. Caro presidente del Consiglio, le sue parole fanno male. Spero che, come le capita spesso, arrivi presto una smentita. Dia magari la colpa ancora ai giornalisti che hanno capito male. E poi venga all’Aquila senza problemi”.

DI STANISLAO (IDV): ”SMENTISCA O SI DIMETTA”

L’AQUILA – “Se queste dichiarazioni corrispondono al vero io mi vergogno di essere rappresentato da questo Presidente del Consiglio. Da abruzzese e da parlamentare chiedo che Berlusconi si dimetta perché la compostezza il senso di civiltà e l’immane tragedia subìta hanno fatto conoscere a tutto il mondo lo spessore e la grandezza morale e civile delle popolazioni colpite dal sisma che hanno dato una grande lezione civica alla politica. Affermazioni di pessimo gusto e di totale mancanza di rispetto verso i familiari delle vittime”.

Così Augusto Di Stanislao, deputato dell’Italia dei valori, commenta le affermazioni del presidente del Consiglio. “Questo Governo – continua Di Stanislao – non solo ancora una volta non ha nessuna intenzione di assumersi alcuna responsabilità e continua in ciò che sa fare meglio, scaricare le colpe di una cattiva gestione e organizzazione ad altri, ma ora Berlusconi ha superato di gran lunga il limite”.

“Il dolore per la perdita di un caro – prosegue – è talmente grande che quelle persone lo porteranno dentro a vita e l’unica cosa che potrebbe aiutarli a convivere con questo è chiarezza dei fatti e giustizia. Berlusconi, invece, li tratta come un esercito invasato pronto a sparare a destra e a manca. Le uniche armi che quelle popolazioni hanno sono carriole, gru e pale, tanta forza per andare avanti e hanno bisogno dei volontari della protezione civile e di ricevere aiuto non di esserne privati”.

“Nel rinnovare la mia totale vicinanza e solidarietà agli abruzzesi – conclude Di Stanislao – mi auguro che Berlusconi smentisca e che tragga un ulteriore e definitiva lezione dalla grandezza di questa gente”.

LEGNINI: ”PREMIER CERCA DIVERSIVI”

L’AQUILA – “Le parole di Berlusconi sull’Abruzzo sono di una gravità inaudita. Innanzitutto costituiscono sono un’offesa nei confronti degli abruzzesi che vengono indicati come facinorosi. Ma la cosa più incredibile è che ci sia un presidente del Consiglio che ordina a funzionari pubblici, quali sono i dipendenti e i funzionari della protezione civile, di non fare il proprio dovere”.

Lo afferma il senatore del Partito democratico, Giovanni Legnini, che sottolinea come “con simili dichiarazioni Berlusconi tenta di occultare una realtà che sta divenendo esplosiva sia sul fronte economico che su quello sociale. Dal 1° luglio infatti – osserva Legnini – gli abruzzesi, in base a quanto previsto nella manovra finanziaria del governo, dovranno pagare tutte le tasse correnti, tutte quelle sospese dal 1° gennaio al 30 giugno e iniziare a versare le rate delle imposte sospese nel 2009. Gli abruzzesi, tra meno di un mese, diventeranno i più tartassati d’Italia e questo mentre la disoccupazione dilaga e per la ripresa dell’economia non è stata adottata alcuna misura concreta”.

“Gran parte delle piccole e medie imprese, infatti – conclude Legnini – non hanno potuto riprendere l’attività, per niente aiutate dal governo che non ha stanziato risorse per il tessuto produttivo e mentre la ricostruzione vera non è neanche iniziata. È chiaro che Berlusconi cerca diversivi e lo fa nel modo peggiore”.

COMITATO 3E32: ”GIA’ SAPEVAMO MANCATO ALLARME, NON C’E’ PERICOLO”

L’AQUILA – “Ci teniamo a rassicurare al presidente del Consiglio che nessun volontario della Protezione civile verrà mai toccato da atti di violenza”. Così Alessandro Gioia, esponente del comitato cittadino “3e32”, replica al premier Silvio Berlusconi, il quale ha invitato la Protezione civile a non andare in Abruzzo per scongiurare il rischio di “rappresaglie” dopo i sette avvisi di garanzia notificati alla commissione grandi rischi che si è riunita all’Aquila qualche giorno prima del terremoto in Abruzzo.

“Già da tempo – spiega – gli aquilani sapevano che c’era stato un mancato allarme: questi avvisi in sostanza non cambiano nulla. Noi, a differenza del premier, confidiamo nel lavoro della magistratura e attendiamo che l’inchiesta faccia il suo corso. Le gogne non ci servono”.

PAOLUCCI (PD): ”IL PREMIER HA IL DOVERE DEL RISPETTO”

L’AQUILA – “Un presidente ha il dovere dell’equilibrio e del rispetto dei cittadini e delle istituzioni”. Lo afferma Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd abruzzese, commentando le parole di Berlusconi sul “rischio spari” in Abruzzo.

“All’Aquila e in Abruzzo – sostiene – c’è ancora tanto da fare: dalle macerie, alle tasse e ai contributi che tra qualche giorno dovranno nuovamente essere pagati. Si chiede rispetto per il dramma vissuto e che si continua a vivere e risposte per la nostra comunità: auspico corrisponda al pensiero di Chiodi e del Pdl abruzzese”.