L’AQUILA – “Qui in Abruzzo c’è un problema di mancanza di una programmazione culturale a livello regionale, in un momento storico ed economico che non permette la creazione di ‘doppioni’ di istituzioni pubbliche storiche come l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, che se fosse creata a Montesilvano con le stesse caratteristiche non reggerebbe le spese neppure con il numero degli iscritti. Dunque, la strada è quella della collaborazione, ma con il rispetto dei ruoli”.
Questo il pensiero di Betty Leone, assessore alla Cultura del Comune dell’Aquila, sul progetto di istituzione di una Accademia di Belle Arti nel complesso ex ‘Stella Maris’ del comune di Montesilvano (Pescara), su cui ieri si è espresso anche il direttore dell’accademia aquilana Marco Brandizzi il quale ha aperto alla possibilità nel Pescarese, purché “prenda corpo un disegno di altissima specializzazione post diploma e la realizzazione di master di raffinato disegno pedagogico ed artistico che non interessino, però, il corpus della formazione affidato alle Accademie”.
La questione nei mesi scorsi ha scatenato diverse polemiche nell’ambito di una mai spenta guerra di campanile tra due territori, quello aquilano e quello della costa pescarese, che tocca pure altri capitoli, ma che non convince Leone.
“Non è un fatto di campanile, ne sono sicura – afferma l’assessore ad AbruzzoWeb – perché qui il tema è un altro. Ci sono già delle istituzioni che funzionano e che esistono da molto tempo e che, con grosse difficoltà per la mancanza di fondi e per il rapporto non semplice tra pubblico e privato, vanno sostenute e tutelate da inutili doppioni, considerando che l’Abruzzo, nonostante sia una piccola regione, ha già delle realtà culturali importantissime in ogni territorio, grandi e piccole, a cominciare da quelle che sono all’Aquila, dove, per forza di cose, c’è maggiore concentrazione culturale. In questa fase politica ed economica, però, non si è in grado di ampliare le offerte culturali che prendono soldi pubblici e non è affatto facile mantenere in vita chi c’è già, considerando che l’obiettivo principale è rendere la cultura accessibile a tutti”.
“L’ampio respiro alla cultura – conclude – non si dà dunque con i doppioni. Sono convinta che le associazioni di diverso livello crescono se c’è una presenza di una istituzione importante che alzi il livello delle produzioni culturali di tutti ed apra la strada a progetti anche di chi è più piccolo sui territori, ma sempre guardando al futuro e alla intelligenza nella gestione delle risorse”. Roberto Santilli




