L’AQUILA – “Una ‘manovra’ istituzionale che penalizza fortemente i Bed & Breakfast di tutto l’Abruzzo che conta oltre mille attività a conduzione familiare. La delibera regionale n.1060/2018 della giunta targata D’Alfonso, varata in fretta e furia il 31 dicembre scorso, all’insaputa degli addetti ai lavori, infligge un duro colpo alle numerose strutture abruzzesi che, secondo la delibera, saranno considerate, senza alcuna distinzione, esercizi di impresa al pari di bar, hotel e ristoranti”.
Lo dice in una nota Roberto Tinari, presidente del Consiglio comunale dell’Aquila.
“I Bed and Breakfast della nostra regione saranno soggetti ad una serie di adempimenti e adeguamenti che, oltre a determinare un aggravio nei costi di gestione, sproporzionati rispetto al regime dell’attività, comportano un carico burocratico che si contrappone allo scopo stesso di queste strutture, nate proprio per facilitare il turismo, la ricettività e anche il lavoro, soprattutto quello dei giovani”.
“Procedere in questa direzione significherebbe penalizzare la piccola ma fondamentale economia di promozione di un turismo sostenibile tipico delle zone interne e anche di quelle terremotate. Una sinistra forte con i deboli e debole con i forti che anziché agevolare queste attività le penalizza”.
“La questione è stata già affrontata e risolta dalla Regione Veneto, dalla Sardegna e da altre regioni, le cui normative stabiliscono intanto che non sono soggette alle prescrizioni della Comunità Europea quelle strutture che di fatto sono a conduzione familiare e non imprenditoriali”, conclude Tinari.






