BARISCIANO – Esposto di Cittadinanzattiva e circolo Valorizzazione Terre pubbliche contro una mega lottizzazione prevista a Barisciano (L’Aquila).

L’associazione ambientalista ha scritto al commissario degli Usi civici, ai dirigenti competenti della Regione Abruzzo e della Provincia dell’Aquila, alla Soprintendenza, alla procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e all’Ispettorato regionale delle foreste, per chiedere di fermare il mutamento di destinazione d’uso con alienazione previsto da una delibera del Consiglio comunale.

“Siamo di fronte alla svendita di 63.570 metri quadrati di terreni civici all’insaputa dei cittadini senza permettere il coinvolgimento e la partecipazione degli stessi e soprattutto, senza farli partecipare o concorrere all’acquisto in conformità alla normativa sugli Usi Civici”, è scritto nell’esposto curato dall’architetto Antonio Perrotti.

“La ‘svendita’ è in contrasto con i criteri di conservazione dei beni civici che appartenendo a categoria A (boschi e pascoli) non possono essere mutati di destinazione o, peggio, alienati – spiega Perrotti – . Non sono stati acquisiti gli obbligatori e preventivi pareri della Regione per il profilo paesaggistico,agricolo/forestale e urbanistico, non è stato acquisito il parere della Soprintendenza, non è stato fatto l’obbligatorio riscontro con la micro zonazione sismica, ne è stato acquisito il preventivo parere del Genio Civile sulla compatibilità geologica della previsione”.

“La previsione di 63.000 metri quadrati di aree edificabili – aggiunge – costituisce una variante sostanziale al Piano regolatore illegittima e impraticabile, in quanto vi sono ancora molte previsioni di edificabilità inattuate e nell’emergenza sono state urbanizzate nuove aree per i nuclei Map”.

“L’edificazione di oltre 220 unità immobiliari per oltre 100mila metri cubi con una conseguente insediabilità di almeno 700/900 nuovi abitanti risulta in contrasto con sia con la legge regionale 70/95 che con il dimensionamento ammesso dal Piano territoriale paesistivo vigente”.

“Tale variante – si legge ancora nell’esposto – comporta una variante al Prg per circa 800 nuovi abitanti esaurendo tutte le possibilità espansive del comune a danno dai cittadini”.

“Tale variante configura perciò un ingiustificato e illegittimo ulteriore consumo di suolo in contrasto con gli attuali criteri normativi europei, nazionale e regionali che tendono a bloccarlo, tale ‘svendita’ viene fatta in contrasto con il principio di ‘pubblica utilità’ e in danno delle stesse casse comunali, in quanto, a fronte di un prezzo medio di mercato per i terreni edificabili di almeno 50 euro/mq il terreno viene concesso a soli 7 euro al mq”.

Il circolo Valorizzazione Terre pubbliche configura “un danno di almeno 2.700.000 euro per le casse comunali”.

“Tale svendita viene fatta anche in danno dei cittadini reali proprietari dei terreni di Uso civico, che avrebbero dovuto essere messi, con specifico bando, in condizioni di partecipare in prima persona all’operazione edilizia o economica”, continua l’esposto.

“Infine vogliamo far rilevare che sarebbe stato auspicabile avviare tali aree verso una più congruente, praticabile e più remunerativa logica di valorizzazione agricola che avrebbe suggerito di impiantare una ‘mega tartufaia civica’ alla lunga molto più remunerativa e duratura in linea con un uso lungimirante dei patrimoni civici”.