L’AQUILA – Nonostante abbia comunicato più volte di voler sospendere la fornitura di energia elettrica in una casa classificata “E” dopo il terremoto del 6 aprile 2009, riceve continui solleciti di pagamento e avvisi di messa in mora fino a essere “minacciato” della sospensione del servizio non nella casa inagibile, ma nell’abitazione in cui vive dopo il sisma, un Map a Barisciano (L’Aquila).
È la denuncia di un lettore di Abruzzoweb che, a fronte di un “debito” con l’Enel di soli 70-80 euro, con rate “spalmate” da 7,26 euro, rischia di rimanere senza elettricità per una mancanza di comunicazione all’interno dell’ente.
L’abitazione inagibile “incriminata”, che ha visto l’intervento dei Vigili del fuoco per la messa in sicurezza, situata a Barisciano, in via Cavour 64, è ormai disabitata e ha ilcontatore fermo a zero dalla tragica notte di due anni e mezzo fa.
Prima del terremoto l’utente utilizzava di rado l’appartamento tanto da ricevere fatture per una spessa complessiva di massimo 13 euro. “Ho comunicato il ripristino dell’utenza del Map all’Enel al numero verde – spiega Leonello Piccinini – e, con l’occasione, ho chiesto la sospensione dell’utenza di via Cavour. Nonostante la mia comunicazione ho ricevuto diversi solleciti di pagamento prima ogni due mesi, poi ogni dieci giorni”.
“Così – continua – ho contattato più volte il numero verde per avvertire dell’avvenuta sospensione e solo in una occasione mi ha risposto un’operatrice”.
Telefonate su telefonate al servizio clienti e ripetute richieste al call center non risolvono il problema del presunto “moroso” che, lo scorso 18 novembre ha ricevuto un ulteriore sollecito di pagamento e preavviso di addebito, ma dal tono differente.
“L’ultima volta che ho chiamato il call center , circa 20 giorni fa – aggiunge Piccinini ‘rimbalzato’ da un’operatrice all’altra – hanno chiesto il mio numero di telefono. Ho ricevuto quattro telefonate da quattro operatori diversi che sembrava avessero capito il mio problema. Invece l’ultimo sollecito di pagamento non esclude di addebitare il tutto sulla fornitura del Map e, qualora persistesse la morosità, ci sarebbe l’interruzione del servizio, sempre al Map”.
Oltre al danno la beffa per Piccinini che con un fax ha successivamente richiesto i motivi di tale decisione.
“La cosa ha il tono del ricatto – conclude – più volte ho comunicato la cosa. Qualora mi staccassero tutto nel mio Map pagherei. Non è una cosa che succede solo a me, ma spesso accade anche per gas e telefono a persone anziane che per paura di restare senza utenze pagano. Non è giusto”.






