PESCARA – “Gli ingegneri di Arpa Abruzzo, anche nel loro ruolo di partecipanti alle procedure concorsuali promosse dalla Direzione centrale dell’Ente, non intendono aprire un contraddittorio sulle questioni sollevate dalla RSU Carla Cimoroni, che appaiono riconducibili a valutazioni di natura prettamente politica, anche alla luce del ruolo istituzionale da lei ricoperto in passato come consigliere comunale”.

Questa la replica dell’ Agenzia regionale protezione ambientale, l’Arpa, di cui direttore generale  è l’avvocato aquilano Maurizio Dionisio,Carla Cimoroni, componente rsu, ex consigliere comunale dell’Aquila, che in una prima nota aveva denunciato “anomalie” in due bandi del 29 dicembre, per dirigenti ingegneri  per i requisiti considerati troppo “specifici” ed “escludenti”, con il sospetto  che siano stati inseriti e “unicamente per limitare l’accesso il più possibile”.

Non si è fatta attendere la replica di ingegneri dell’Arpa, che in una nota hanno respinto l’idea che le loro competenze possano essere considerate sovrapponibili ad altri profili professionali e che “rivestono da sempre un ruolo fondamentale nel campo della tutela ambientale, in quanto portatrici di competenze tecnico-impiantistiche specifiche, non rinvenibili in altri profili professionali, pur di alto livello ed elevata specializzazione”. Un assunto che, secondo i firmatari, viene messo in discussione “in modo improprio” dal comunicato sindacale.

A seguire la risposta di Cimoroni, per la quale nella nota “non firmata”, “gli ingegneri hanno sbagliato interlocutore”, “sicuramente in buona fede”, in quanto sulle modalità dell’avviso “dovrebbero interpellare l’Arpa, che, “pur incalzata dalla parte sindacale, non ha dato risposte in questo senso”.

Ed ecco la replica dell’Arpa.

“Le polemiche sollevate non aiutano un percorso di reale valorizzazione delle professionalità interne dell’Agenzia, né favoriscono un confronto costruttivo sul tema della crescita professionale dei funzionari, che legittimamente aspirano, dopo anni di attività tecnica e operativa, all’accesso ai livelli apicali della dirigenza”, si legge nella nota.

“Ogni ulteriore argomentazione estranea al merito professionale e tecnico degli ingegneri di Arpa Abruzzo viene pertanto rispedita al mittente, in quanto ritenuta priva di attinenza con il confronto sindacale e riconducibile esclusivamente a dinamiche di carattere politico”, viene ribadito.