L’AQUILA – C’è anche un sexy shop tra le nuove attività imprenditoriali finanziate con il bando “Fare centro”. Per la linea B del bando, che nasce con l’intento di favorire l’economia nei territori colpiti dal sisma del 2009, sono stati disposti 3 milioni e 600mila euro che, attualmente, non sono sufficienti a coprire tutte le richieste. Infatti, delle 465 domande pervenute, sono stati finanziati soltanto 68 progetti.

Altri 373 imprenditori, che hanno tutte le carte in regola per accedere ai fondi, dovranno aspettare il trasferimento di altri 8 milioni di euro dal Cipe nella casse della Regione. Della prima tranche del finanziamento avevano beneficiato prevalentemente noti titolari di studi professionali, mentre ora, spiega il vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, “la linea B è più eterogenea e comprende attività di diverso genere”.
 
Scorrendo la graduatoria pubblicata sul sito della Regione Abruzzo, si trova effettivamente un po’ di tutto: ancora una volta, come per la linea A rivolta alle attività già operative prima del terremoto del 2009, prevale la ristorazione che ha la meglio sui piccoli artigiani, gli studi tecnici e i servizi. 

Ma c’è anche qualche sorpresa: verrà finanziato il primo sexy shop della zona, con sede a Tornimparte e vendita on line. In lista anche un ambulatorio veterinario a Sant’Eusanio Forconese, un agricampeggio a Capestrano, un’associazione di promozione sociale, uno studio di ingegneria, un’impresa di costruzioni e un negozio di mobili per la casa. A prevalere è sempre la ristorazione, con bar, pizzerie e pub. Quanto ad appartenenza geografica, è ancora L’Aquila ad assorbire la maggior parte dei finanziamenti, seguita da Popoli.

Ma i fondi continuano ad essere insufficienti per tutte le richieste. “Per far scorrere la graduatoria, si dovrà aspettare il trasferimento di altri 8 milioni di euro da parte del Cipe”, conferma Lolli. 

Lo stanziamento totale del bando “Fare centro” ammonta a 20 milioni di euro: 12 milioni disponibili nel biennio 2017-2018. “Quando avremo tutte le risorse previste – aggiunge Lolli -, saremo in grado di coprire l’intera graduatoria della linea B, come accaduto per la linea A”.

Pagamenti a rilento. Pubblicata la graduatoria, la Regione procede all’istruttoria della domanda da parte di una commissione di rendicontatori. Se tutta la documentazione risulta in regola, e non sono necessarie integrazioni, viene firmata la determina di pagamento, a cui fa seguito la liquidazione dell’acconto o del saldo. Una procedura che sta richiedendo più tempo del previsto. 

“Con l’emissione dei bandi e la valutazione delle domande siamo stati molto rapidi – dice Lolli -. Adesso la difficoltà è nell’erogazione dei pagamenti: dobbiamo sveltire le procedure di trasferimento delle somme. Si tratta di contabilità interna, che richiede delle verifiche e un conseguente allungamento dei tempi di istruttoria e di pagamento delle somme spettanti. Cercheremo di ridurre le attese”.