L’AQUILA – “In un paese normale, nostalgici fascisti ai vertici di una Istituzione si dovrebbero dimettere per aver insultato con i loro comportamento alquanto deprecabile la Costituzione repubblicana, la storia del Paese ed in particolare la città dell’Aquila, per il suo contributo anche di vite umane dato alla Resistenza”.
Lo afferma il circolo Sinistra italiana – Liberi e uguali dell’Aquila in merito polemica dopo la pubblicazione sul Centro dello screenshot della chat di un gruppo Whatsapp di cui fanno parte i capigruppo del Comune dell’Aquila di maggioranza, che ha come immagine del profilo dell’aquila nera poggiata su un fascio orizzontale, simbolo della Repubblica sociale di Salò.
Per il circolo, “è un fatto vergognoso che il sindaco Pierluigi Biondi e i capigruppo della sua maggioranza si confrontino e assumano decisioni sui problemi che affliggono il capoluogo (o almeno dovrebbero farlo, vista la totale inerzia dell’amministrazione) su una chat avente come immagine di profilo la bandiera della Repubblica di Salò, ovvero un’aquila nera ad ali spiegate, poggiata su un fascio littorio”.
“Tutto questo è imbarazzante e intollerabile, ma a quanto pare, in un Paese normale, i cui principi sono fondati sull’antifascismo, un manipolo di cresciuti balilla si può prendere beffa del sacrificio di donne e uomini che hanno dato la vita per la libertà di ognuno di noi”, conclude la nota.
Dopo le critiche immediate di Sinistra Italiana, Articolo 1-Leu ed Associazione nazionale partigiani italiani dell’Aquila, sulla vicenda interviene anche il segretario nazionale di Si, Nicola Fratoianni. “L’emblema della Repubblica nazifascista di Salò – scrive su Twitter – come simbolo della chat dei capigruppo e del sindaco di centrodestra all’Aquila? Ma lo sa il sindaco di aver giurato sulla Costituzione nata dalla Resistenza? Ignoranti della storia e irrispettosi dei valori dell’antifascismo, valori fondanti della nostra Repubblica: è questo il volto della destra nel nostro Paese”.






