PESCARA – Quasi 2,5 milioni di chilogrammi di cibo, per un valore economico di 6,5 milioni di euro, distribuiti grazie ai 238 enti convenzionati, che fronteggiano un crescente numero di persone in stato di bisogno.

Questi i numeri del Banco Alimentare Abruzzo Molise, illustrati in occasione dell’approvazione del rendiconto economico 2024.

L’assemblea ha nominato anche il nuovo Consiglio direttivo, composto da Loris Di Censo, Antonio Dionisio, Michele Ianniello, Chiara Iocco e Mauro Morelli.

Nella sua prima riunione, il Direttivo ha confermato Antonio Dionisio come presidente per i prossimi tre anni.

“Con gratitudine e con un senso di responsabilità che cresce ogni giorno – dichiara Dionisio – ci impegniamo a portare avanti quest’opera con lo stesso spirito che ci ha guidato fin dall’inizio. Ma oggi, più che mai, lo facciamo con uno sguardo rinnovato, consapevoli che ciò che davvero conta non è solo il problema da affrontare, ma il modo in cui scegliamo di farlo, come ci ha ricordato recentemente Papa Leone XIV. Il suo è un invito che ci scuote, ci orienta, e al tempo stesso ci conforta, perché dà valore al nostro impegno quotidiano”.

I dati del Rapporto annuale dell’Istat ricordano la difficile situazione di tanti italiani. Il loro bisogno va affrontato nel modo corretto

L’esperienza degli enti caritativi convenzionati con il Banco Alimentare testimonia da anni quotidianamente l’evolvere della situazione “certificata” dall’Istat nei suoi Rapporti.

Le persone in difficoltà, in crescita costante, sono ormai quasi il 10% degli italiani, 5 milioni e settecentomila individui, e, tra le famiglie, abbiamo visto crescere il numero di quelle con il maggior numero di figli minori, ormai oltre il 12%.

In un’Italia in cui la denatalità è drammatica e si chiedono misure per incrementare il numero dei nati, di fatto il secondo o terzo figlio espongono al rischio povertà.

Sono 1.300.000 i minori in povertà assoluta e anche l’avere oggi un lavoro non offre garanzie: il 9% dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato è a rischio povertà, e complessivamente, tra tutti i lavoratori, ben il 23% è esposto al rischio povertà o esclusione sociale.

“La Dottrina Sociale ci educa a riconoscere che il più importante dei problemi, o delle risposte a essi, è il modo in cui li affrontiamo … con il suo proprio sguardo antropologico, intende favorire un vero accesso alle questioni sociali: non vuole alzare la bandiera del possesso della verità, né in merito all’analisi dei problemi, né nella loro risoluzione”.

Ecco, qualcosa di nuovo sotto il sole: questa posizione ricordata da papa Leone XIV durante l’udienza concessa recentemente alla Fondazione Centesimus Annus interpella, richiama e conforta tutti noi nella nostra attività quotidiana che da sempre ha come origine e scopo il rapporto con l’altro, una relazione fondata sulla condivisione.

Abbiamo sempre sottolineato che la risposta al bisogno primario, quello alimentare, è l’occasione di incontro tra persone, unica possibilità di vincere la solitudine e l’emarginazione e tentativo di trovare insieme risposta alle diverse “facce” del bisogno che è di tutti: “Abbiamo qui un aspetto fondamentale per la costruzione della ‘cultura dell’incontro’ attraverso il dialogo e l’amicizia sociale”, ha sottolineato ancora il Papa richiamando tutti a una responsabilità più grande.