L’AQUILA – “Non solo ‘L’Aquila che vogliamo’ non si apparenta con nessuno, ma non andrà neanche a votare”.
È questa la posizione ufficiale di Vincenzo Vittorini nella partita politica del ballottaggio che si gioca in questi giorni con quelle che, nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina, ha definito “compravendite” e “scambi di favori e favoretti”, meccanismi dai quali il suo movimento si tira fuori.
Un messaggio chiaro per i suoi elettori, che al primo turno gli hanno dato fatto ottenere un buon 6% di voti, a non recarsi alle urne
“I due candidati rappresentano il vecchio sistema politico, basato su clientelismo e gli affarismi – ha dichiarato – non c’è nessun volto nuovo e nessuno ha un vero progetto per la città. Per questo motivo Lcv non vota al ballottaggio”.
A chi gli fa notare che questo potrebbe sembrare un atteggiamento pilatesco, il dottore risponde che “la città aveva la possibilità di cambiare al primo turno. Quindi non siamo il Ponzio Pilato della situazione perché la scelta andava fatta prima. Scegliere uno dei due candidati è un accanimento terapeutico, la città ha bisogno di qualcosa di nuovo”.
Il no di Vittorini è anche diretto a possibili offerte di cariche politiche. “Sui giornali si parla di un posto da vicesindaco. Noi non siamo come il vento. Non si può vendere quello in cui si crede per una poltrona”.
La scelta di non apparentarsi con nessuno elimina di fatto la possibilità per Vittorini di entrare in Consiglio comunale, anche se dalle sue parole sembra ancora prendere in considerazione questa eventualità. “Se dovessimo entrare – ha detto – saremo una forza di minoranza e porteremo avanti le nostre idee con progetti e obiettivi certi”.
Ai due candidati sindaco, Vittorini ha lanciato una provocazione. “Prima delle elezioni devono far sapere quale sarà la loro squadra di governo, con nomi e cognomi. Altrimenti le manfrine e gli inciuci non finiranno mai”.





