L’AQUILA – Sale la temperatura politica in vista del ballottaggio del 20 e 21 maggio prossimi.

Partiti e candidati stanno ormai definendo strategie e alleanze in vista del secondo turno delle amministrative più importanti della storia della città e non mancano le sorprese. Entrro domenica alle 18 il quadro dovrà essere definito.

Il Pdl è ormai pronto a sostenere il candidato sindaco Giorgio De Matteis ma il candidato sindaco che al primo turno era sostenuto dal partito di Berlusconi e dalla civica ‘Domani L’Aquila’, Pierluigi Properzi, si smarca e lascia ai suoi elettori libertà di coscienza nell’urna.

Un passo inusuale dettato dal comportamento dei vertici del Popolo delle libertà che non hanno minimamente coinvolto l’urbanista in vista del secondo turno delle elezioni, tenendolo all’oscuro delle decisioni che in un modo o nell’altro segneranno un passaggio decisivo nel proseguo della vita politica e amministrativa del capoluogo.

Vincenzo Vittorini, candidato sindaco di L’Aquila che vogliamo al primo turno, si chiama fuori da ogni tipo di logica elettoralistica e, sostanzialmente, invita i suoi a non recarsi alle urne. Nessuno dei due competitor in lizza, Massimo Cialente e Giorgio De Matteis, sembra convincere il movimento ed il medico aquilano che sibillinamente afferma che “L’Aquila che vogliamo non si apparenta con nessuno e non andrà a votare”.

Storie tese, inoltre, anche tra Enrico Verini, candidato sindaco Fli ed il coordinatore dell’Mpa Corrado Ruggeri. Il primo sembra aver aperto ad un accordo con il primo cittadino uscente con grande disappunto del coordinatore comunale Stefano Morelli, il secondo auspica un ripensamento dei vertici del partito finiano.

Per l’ex sindaco Enzo Lombardi, infine, “alle elezioni gli elettori hanno votato non i migliori ma i meno peggio”.

APPARENTAMENTI, TERMINE SCADE DOMENICA ALLE 18

 Domenica 20 e 21 maggio 2012 si voterà per il ballottaggio per la scelta del Sindaco dell’Aquila, visto che nessun candidato ha superato il 50% dei consensi al primo turno, che si è svolto domenica 6 e lunedì 7 maggio.

Al ballottaggio parteciperanno i due candidati Sindaci che hanno ottenuto il maggior numero dei voti al primo turno, e cioè Massimo Cialente e Giorgio De Matteis.

 L’articolo 72 del testo unico di legge sull’ordinamento degli enti locali prevede che per i candidati ammessi al ballottaggio rimangono fermi i collegamenti con le liste per l’elezione del Consiglio, dichiarati al primo turno. Tali candidati hanno tuttavia facoltà, entro sette giorni dalla prima votazione, di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con cui è stato effettuato il collegamento nel primo turno.

Tutte le dichiarazioni di collegamento avranno efficacia solo se ci saranno analoghe dichiarazioni rese dai delegati delle liste interessate. Si parla, in questi caso, dei cosiddetti “apparentamenti”. Questi eventuali “apparentamenti” dovranno essere depositati all’ufficio di Segreteria Generale, presso la sede comunale di Villa Gioia (via Filomusi Guelfi), entro domenica 13 maggio, alle 18.

La Segreteria Generale sarà aperta già oggi fino alle 18. Sarà inoltre attiva domani, sabato 12 e domenica 13 maggio, dalle ore 9 alle ore 18.

PROPERZI: “LIBERTA’ DI SCELTA AGLI ELETTORI”

“Libertà di scelta per gli elettori al ballottaggio”.

È quanto riferisce in una nota Pierluigi Porperzi, candidato sindaco della lista civica ‘Domani L’Aquila’ e sostenuto dal Popolo della libertà alle elezioni amministrative.

“Pierluigi Properzi – si legge nel comunicato – che non ha partecipato alla riunione di ieri a Roma, prende atto delle decisioni prese da alcuni esponenti politici regionali del Pdl, esclusi gli aquilani, decisioni che si sovrappongono irritualmente a quanto concordato nel precedente incontro”.

“Sentiti i suoi candidati – prosegue – Properzi ritiene di dover lasciare ai suoi elettori una doverosa libertà di scelta per il ballottaggio. I candidati e i sostenitori della lista ‘Domani L’Aquila’ hanno deciso di costituire e sostenere un’associazione che si richiama ai contenuti, agli obiettivi e ai valori alla base del programma elettorale per poter incidere significativamente, in termini politici e culturali, nel processo della ricostruzione”.

VITTORINI: “NOSTRA LISTA NON VOTERÀ”

“Non solo ‘L’Aquila che vogliamo’ non si apparenta con nessuno, ma non andrà neanche a votare”.

È questa la posizione ufficiale di Vincenzo Vittorini nella partita politica del ballottaggio che si gioca in questi giorni con quelle che, nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina, ha definito “compravendite” e “scambi di favori e favoretti”, meccanismi dai quali il suo movimento si tira fuori.

“I due candidati rappresentano il vecchio sistema politico, basato su clientelismo e gli affarismi – ha dichiarato – non c’è nessun volto nuovo e nessuno ha un vero progetto per la città. Per questo motivo Lcv non vota al ballottaggio”.

A chi gli fa notare che questo potrebbe sembrare un atteggiamento pilatesco, il dottore risponde che “la città aveva la possibilità di cambiare al primo turno. Quindi non siamo il Ponzio Pilato della situazione perché la scelta andava fatta prima. Scegliere uno dei due candidati è un accanimento terapeutico, la città ha bisogno di qualcosa di nuovo”.

Il no di Vittorini è anche diretto a possibili offerte di cariche politiche. “Sui giornali si parla di un posto da vicesindaco. Noi non siamo come il vento. Non si può vendere quello in cui si crede per una poltrona”.

La scelta di non apparentarsi con nessuno elimina di fatto la possibilità per Vittorini di entrare in Consiglio comunale, anche se dalle sue parole sembra ancora prendere in considerazione questa eventualità. “Se dovessimo entrare – ha detto – saremo una forza di minoranza e porteremo avanti le nostre idee con progetti e obiettivi certi”.

Ai due candidati sindaco, Vittorini ha lanciato una provocazione. “Prima delle elezioni devono far sapere quale sarà la loro squadra di governo, con nomi e cognomi. Altrimenti le manfrine e gli inciuci non finiranno mai”. Elisa Marulli

STORIE TESE TRA RUGGERI E VERINI

Enrico Verini apre all’intesa con Massimo Cialente in vista del ballottaggio delle elezioni amministrative dell’Aquila.

In una nota, il candidato sindaco di Fli, che al primo turno ha incassato il 2,6% di consenso personale e il 3,7% sulla lista, scrive: “L’apertura di Cialente verso tutti i candidati sindaco rappresenta senza dubbio uno spunto positivo, esattamente in linea con la necessità, in questa città, di un governo di unità, unico strumento per affrontare la difficilissima situazione che vive L’Aquila”.

In caso di apparentamento Verini rientrerebbe in Consiglio comunale e potrebbe spuntare anche un seggio per Luigi Faccia, il primo degli eletti di Fli con 324 voti.

L’ipotesi ha suscitato alcuni mal di pancia dentro al partito finiano, con il coordinatore comunale, Stefano Morelli, che ha minacciato di dimettersi in caso di accordo con il centrosinistra, una posizione elogiata da Corrado Ruggeri, responsabile cittadino dell’Mpa, e candidato nella lista, che insieme ad altre sei ha sostenuto Giorgio De Matteis.

“È da elogiare la posizione del giovane coordinatore comunale del Fli, Stefano Morelli. Conosco Stefano fin da bambino. Da sempre ha fatto parte dell’area cattolica moderata anticomunista. Vedere oggi il suo partito, quel Fli fondato da Gianfranco Fini, delfino di Giorgio Almirante, ex leader di Alleanza nazionale, espressione da anni della destra moderata, sul filo dell’apparentamento con il partito della Rifondazione comunista, dei Comunisti italiani e di Sel, insomma la fotografia di Vasto spostata all’estrema sinistra, lo far sta male”.

“E tutto questo – aggiunge Ruggeri – per poter strappare qualche poltrona per il suo candidato sindaco”.

“Bravo Stefano – lo esorta Ruggeri – sii coerente, la dignità non va sacrificata neanche con la più comoda delle posizioni, figuriamoci con un traballante sgabello”.

“Mi auguro comunque – conclude Ruggeri – che i vertici del partito e il candidato sindaco abbiano uno scatto di orgoglio e rientrino nella loro naturale area di appartenenza”.

LOMBARDI: “NESSUNO DEI DUE HA VINTO”

“Ho il dovere di far uscire tutto alla luce del sole, perché i cittadini aquilani devono capire cosa è successo e cosa sta accadendo in questo momento così delicato per la città. Le elezioni ci hanno messo nelle condizioni di scegliere non il migliore, ma il meno peggiore. E questo è già gravissimo. Dobbiamo evitare ulteriori danni non solo per la ricostruzione, ma per il futuro dell’Aquila”.

Una mini-conferenza stampa dai toni accesi quella di stamattina nella sala consiliare del comune dell’Aquila a Villa Gioia voluta dall’ex coordinatore comunale del Pdl Enzo Lombardi, furioso per l’esito delle elezioni amministrative che hanno prodotto il ballottaggio tra Massimo Cialente e Giorgio De Matteis.

“Nessuno dei due ha vinto – il siluro di Lombardi – e come se non bastasse c’è il peso delle ventidue liste civiche che porteranno a ben venti rappresentanze consiliari, dei veri gruppi capaci di costituire un ‘grillismo’ di maniera che terrà prigionieri sindaco, giunta e Consiglio comunale”.

“La terza via c’era – ha concluso Lombardi – il Consiglio comunale aveva già votato su mia proposta ben due volte, a settembre del 2011 e all’inizio di quest’anno, documenti con cui si impegnava e impegnava le forze politiche ad avere più ragionevolezza, a stare più attenti alle questioni vitali per la città rispetto alle questioni di potere, che invece si sono moltiplicate”.

RUGGERI: “LOMBARDI E’ SEMPRE PIU’ SOLO”

 “Una  favola  recita:  la volpe quando non arriva all’uva dice che è acerba.  Così il senatore Lombardi dichiara che i due candidati al ballottaggio non sono i migliori, ma i peggiori  e lui voterà il meno peggio cioè Cialente”.

Lo afferma il coordinatore comunale dell’Mpa, Corrado Ruggeri.

“Di questa sua sintesi tutta la città ne era convinta da tempo, visto che lui faceva parte attiva dell’esecutivo uscente di Cialente tramite il suo assessore nella giunta, in parole povere era parte integrante della maggioranza, quindi nessuna sorpresa se oggi appoggia Rifondazione Comunista, il Partito dei Comunisti Italiani ed il SEL”.

“E’ stato coordinatore comunale del PDL per 2 anni, senza riuscire neanche a costituire uno straccio di gruppo consiliare, anzi si è fatto sfuggire di mano tutti quelli eletti”.

“Aveva a più riprese proposto la sua candidatura a sindaco dell’Aquila, ma il suo partito non gli ha concesso neanche di fare le primarie, ed allora, come è suo costume, ha fatto azioni ‘eclatanti’: ha strappato la tessera del partito.
Qualcuno forse si sarà meravigliato di questa sua abnorme reazione, io sicuramente no, anzi direi che è stato molto moderato, qualche anno fa si sarebbe incatenato alla recinzione del tribunale”.

“Con la conferenza stampa di oggi il senatore, sempre più solo, non dice nulla di nuovo se non quello che sempre è stato un su target: la poltrona di sindaco”.
 

ROMANO E DI CESARE: “SU PROPERZI C’ERA CONVERGENZA VERTICI ABRUZZESI PDL”

“Questa mania nel voler battezzare in proprio Giorgio De Matteis da parte di Gianni Chiodi e Filippo Piccone, rischia di provocare danno al candidato aquilano, che deve essere votato da tutti coloro i quali, come noi, non vogliono che Massimo Cialente continui a fare danni nella nostra città, ma che contestualmente vorrebbero un De Matteis capace di liberarsi dai continui ‘abbracci’ cui Chiodi e Piccone lo costringono nel vano tentativo di diventare comprimari in una vittoria annunciata che vedrà il centrodestra ricompattato su e con De Matteis protagonista e vincitore nel ballottaggio del 20 e 21 maggio”.

Lo scrivono in una nota Katiuscia Romano e Domenico Di Cesare, componenti del coordinamento L’Aquila-Sulmona del partito.

“Angelino Alfano, segretario nazionale del Pdl, è venuto all’Aquila dichiarando ‘Pdl con Properzi, gli altri sono ex’, ‘il Pdl è uno, qui c’è il simbolo, qui c’è il candidato Properzi!’. Accade ora che autorevoli rappresentanti del Pdl prendano le distanze da Alfano, alcuni ante litteram (Mannetti, etc.), altri a posteriori ( Masci, Pastore, etc.). Non è difficile argomentare che personaggi di primo piano del Pdl abruzzese stiano sfiduciando Alfano, che pure all’Aquila aveva sottolineato che su tale candidatura c’era stata la convergenza di tutti i vertici del Pdl Abruzzese. Piccone, Chiodi, Di Stefano, quando ciò è stato affermato, pur presenti, non hanno obiettato su tale ricostruzione!”.

“D’altro canto avendo Alfano statutariamente il solo compito di ratificare le decisioni prese dai vertici abruzzesi, appare inverosimile che Piccone, Chiodi e Di Stefano fossero estranei alla indicazione di Properzi. Se oggi si prendono le distanze da tale decisione o addirittura la si disconosce, si dica a chi è ascrivibile!”.

“Se Masci, componente della segreteria regionale del Pdl, si vanta di aver fatto votare De Matteis dichiara in modo esplicito di avere scelto di impallinare l’indicazione di Alfano! Piccone e C. ne prendano atto! I giudizi sprezzanti sui voti presi dal Pdl ad Aquila, rischiano di diventare un tentativo per distogliere l’attenzione dai ‘veri’ drammi!”.

“All’Aquila c’era un sindaco uscente di sinistra! Ma ad Avezzano, Montesilvano, Ortona, etc. c’erano sindaci del Pdl e i risultati sono sotto il “lumicino”! Di tutto se ne parlerà – oh se  se ne parlerà – dopo, ma oggi agli elettori del Pdl Aquilano si poteva almeno evitare l’oltraggio della comunicazione a mezzo stampa di una intesa fatta a Roma tra De Matteis-Chiodi-Piccone (in assenza dei vertici Nazionali e di quelli locali) perché ciò sembra voler ribadire,  in modo eloquente, che sull’Aquila ‘a destra’ decidono Teramo ed Avezzano, ovvero Chiodi e Piccone!”.

GIULIANTE: “APPOGGIO A GDM SENZA POLEMICHE”

“Il nostro impegno per la vittoria del centrodestra al ballottaggio, deve esserci senza se e senza ma, come ci è stato giustamente richiesto”.

Annuncia così il suo appoggio al candidato Giorgio De Matteis l’ex coordinatore provinciale del Pdl, Gianfranco Giuliante, che in una nota scrive: “Chiedo a tutti i dirigenti e i militanti il massimo sforzo in quest’ultima fase di campagna elettorale per raggiungere l’obiettivo ‘da tutti condiviso’ di mandare a casa Cialente”.

“Comprendo l’amarezza dei dirigenti locali del Pdl – conclude – espressa da Romano e Di Cesare, ma ritengo che in questa fase debba prevalere il senso di responsabilità evitando polemiche”.