L’AQUILA – Ponti d’oro di Massimo Cialente all’Italia dei valori in vista del ballottaggio.
Oggi il primo cittadino uscente, ricandidato e ballottante ha incontrato due volte il candidato sindaco sconfitto dei dipietristi, Angelo Mancini, per tentare di riportarlo all’ovile.
Cialente sa bene che il preside del liceo Classico è lo scoglio di gran lunga più duro da superare prima di poter ambire a mettere le mani su quell’invitante 6% di voti (anche se le somme tra coalizioni non si fanno) che gli consentirebbe di avvicinare la maggioranza che gli serve per battere Giorgio De Matteis.
Ma Mancini resiste. Negli incontri con il sindaco, uno addirittura a scuola, ha ribadito la differenza di visione politica e amministrativa che peraltro è alla base della sua corsa in solitaria.
Il preside parla da una posizione di forza, perché salvo rivoluzioni improbabili sarà consigliere comunale con chiunque la spunti tra Max e Gdm e con qualsiasi tipo di apparentamento di chiunque con chiunque. Di assessorati e altre leccornie poco gli interessa.
Meno intransigente sembra essere il partito, con il segretario comunale, Lelio De Santis, che è disposto a parlare con Cialente ma, da tessitore navigato qual è, apre perfino a De Matteis.
Anche se a sfavore del vice presidente del Consiglio c’è il fatto obiettivo, riconosciuto un po’ da tutte le parti, che vedere l’Idv assieme a Udc, Mpa e La Destra sarebbe molto molto singolare. Ma mai dire mai, ha già avvisato Gdm.
L’Idv comunque stanotte tirerà tardi in un vertice decisivo con Mancini, De Santis e il direttivo e tutti i candidati delle due liste, quella di partito e la civica L’Aquila oggi.
I CIVICI INTRANSIGENTI
Detto di Verini (ne parliamo in un altro pezzo), ci sono i candidati civici a monopolizzare l’attenzione. Hanno più voti di quel che si pensava, vengono considerati un po’ di centrosinistra ma tutto sommato non condannati a stare da quella parte, e possono giocarsi le loro strategie per rientrare in Consiglio, per lo meno chi fin qui ne è fuori.
È il caso di Vincenzo Vittorini. Pessimi rapporti con Cialente, basti pensare al processo Grandi rischi, caustico anche con De Matteis, ha annunciato che “domani saprete tutto sulle mie mosse” e poco più.
Rimasto fuori a sorpresa dal Consiglio dopo aver centrato un ottimo successo personale ma senza raggiungere il quorum con la lista, e questo conta, il doc ci ha fatto la bocca e ora vorrebbe rientrare in lizza.
Qualcuno fa notare che potrebbe avere chance solo apparentandosi con il futuro vincitore del ballottaggio, quindi dovrà soppesare e scegliere bene. Nulla trapela dal comitato, domani si vedrà se sarà svelato l’arcano.
Ettore Di Cesare di Appello per L’Aquila al momento è dentro, potrebbe uscire solo in alcuni scenari che i suoi esperti di numero stanno classificando con decine di diverse simulazioni di apparentamenti ed esiti finali.
In ogni caso i suoi elettori e candidati avranno mani libere: non ci saranno apparentamenti formali né ufficiosi, viene assicurato, ma anche nessuna indicazione di voto.
Nessuna alleanza anche per Enza Blundo del Movimento 5 stelle, che peraltro non ha una grossa dote di preferenze da spendersi. Da quanto appreso, i grillini si asterranno senza appoggiare nessuno.




