L’AQUILA – “Una convergenza che si realizza non su programmi e metodi comuni ma sulla convenienza di partito”.

Questa la valutazione sprezzante del segretario provinciale dell’Unione di centro, Morena Pasqualone, all’apparentamento sancito tra il centrosinistra e l’Italia dei valori in vista del ballottaggio nel Comune dell’Aquila, dopo che le due coalizioni si erano presentate divise al primo turno.

Si mastica amaro dalla parte di Giorgio De Matteis, che poteva contare su un mai nascosto maggior gradimento personale da parte del candidato sindaco Angelo Mancini, mentre il partito aveva sempre spiegato che difficilmente sarebbe potuto entrare in uno schieramento con partiti di centro e di destra.

E ora la Pasqualone accusa. “L’Idv ha deciso di apparentarsi con Massimo Cialente e, dunque, tutte le critiche mosse a lui fino a ieri ora sono nel dimenticatoio e agli annali del ‘possibilismo e impossibilismo’ della politica”.

LA NOTA COMPLETA

È sconcertante vedere quanto le contrattazioni tra partiti possano incidere sulle libere scelte degli uomini.

Spiace fortemente prendere atto dell’inversione di rotta fatta dalla coalizione facente capo ad Angelo Mancini dopo aver creato un progetto alternativo e diverso rispetto a quello messo in piedi da Massimo Cialente, del quale, per tutta la campagna elettorale, ne ha criticato con forza metodi, usi e costumi nella gestione dell’amministrazione e del post terremoto.

Cialente ha sempre detto che non avrebbe fatto apparentamenti, ma l’Idv ha deciso di apparentarsi con Cialente e, dunque tutte le critiche mosse a lui fino a ieri ora sono nel dimenticatoio e agli annali del “possibilismo e impossibilismo” della politica ma, loro dicono, il tutto è per il bene della città.

Ci piacerebbe conoscere l’opinione degli elettori dell’Idv che, al primo turno, hanno dato fiducia e appoggiato un disegno che si è posto in contrasto e in opposizione rispetto a quello del sindaco uscente.

Una convergenza che si realizza, non su programmi e metodi comuni, ma sulla convenienza di partito non conviene agli aquilani, ed è quindi a loro che lasciamo il giudizio sull’opportunità di credere a una alleanza che si basa su tali presupposti.