L’AQUILA – “Alle primarie dell’Aquila hanno partecipato più di 10mila persone, è la prima volta che le primarie hanno fallito in Abruzzo. Abbiamo sempre vinto dopo primarie molto partecipate, evidentemente è uno strumento da rivedere e utilizzare meglio, perché può essere controproducente”.

Il segretario regionale del Partito democratico Marco Rapino è amareggiato dal risultato dei ballottaggi, che hanno consegnato quattro città su quattro al centrodestra, a partire dal capoluogo di regione dove c’è stato un imprevedibile ribaltone rispetto al primo turno.

Rapino, il risultato dell’Aquila è stato piuttosto inaspettato…

Sì. Sicuramente è una sconfitta che fa male perché dopo il primo turno sicuramente non ce l’aspettavamo. Abbiamo sottovalutato l’avversario cullandoci sul vantaggio del primo turno. Non ci possiamo sottrarre dal dire che è una battuta d’arresto del Pd e del centrosinistra, bisogna rilanciare su lavoro, temi sociali e sviluppo. Il dato che deve emergere è che il centrosinistra deve essere unito, vanno messe al bando le divisioni che ci logorano.

Il risultato di Avezzano, dopo quello di Sulmona dello scorso anno, con un assessore regionale che rema contro la coalizione, avrà ripercussioni sulla giunta D’Alfonso?

Facendo un’analisi del voto complessiva e delle dinamiche dei movimenti dei gruppi dirigenti dobbiampo fare anche un’attenta osservazione, ma da qui a dire che avrà ripercussioni sulla giunta regionale mi pare eccessivo. Dobbiamo aprire una riflessione perché alla Regione si torna al voto tra due anni, ma sarebbe un errore fare una riflessione politica di equilibri e non sui temi.

Il centrodestra vince all’Aquila, dove non era riuscito a prevalere neanche 5 anni fa sull’onda lunga dei risultati del governo Berlusconi nel fronteggiare l’emergenza terremoto. È una bocciatura della ricostruzione, che invece è stata gesitita dal Comune?

No, non sono d’accordo che la ricostruzione non abbia funzionato, la ragione della sconfitta la vedo di più sulla nostra incapacità a comunicare, il risultato al primo turno non ci ha fatto assolutamente presagire una bocciatura dell’operato dell’amministrazione.

Nel Pd salteranno delle teste?

Apriremo una discussione, partiremo con assemblee degli iscritti ovunque per arrivare ad una direzione regionale, saranno gli iscritti a decidere ma non cerchiamo capri espiatori.