ROSETO – “Roseto è stata presa con l’ottimismo della volontà contro il pessimismo della ragione e dei gufi” così il coordinatore provinciale teramano del Popolo della libertà, il Senatore Paolo Tancredi.

“La città ‘rossa’ per antonomasia passa alla coalizione del Pdl e dei Liberalsocialisti, della Lega nord, dell’Udc e della Destra e ancora della lista Pavone  con il Popolo di Roseto. Ultimo arrivato, al ballottaggio Alfredo Montese e gli alleati di Obiettivo comune “che avranno un ruolo amministrativo di rilievo”  sostiene Il sindaco Enio Pavone. Pavone batte con il 53,81% (7531 voti) Teresa Ginoble, sostenuta da una parte del  centrosinistra che ha invece ottenuto il 46,18% delle preferenze (6464 voti)”.

“Determinante è stato, per la vittoria di Pavone, il contributo della Giovane Italia della provincia di Teramo, coordinata da  Piermario Fagioli. La Giovane Italia, una comunità politica giovanile che definisce Patria la terra dei padri ponendo l’accento sul suo valore concettuale: la trasmissione di padre in figlio non solo di sangue ma di cultura, di tradizione, di usi e costumi, di letteratura, di arte, di storia.  “Dopo 37 anni Roseto conosce l’alternativa – è stato il primo commento di Giandonato Morra vice – coordinatore teramano Pdl – ogni cosa è illuminata”.  

“A Roseto si è privilegiata una subcultura assistenzialista, per troppo tempo il senso del diritto piuttosto che quello del dovere.  Per questo afferma il Senatore Tancredi, ogni voto espresso dai cittadini contro gli inciucisti vale doppio e dev’essere l’occasione di un ringraziamento non rituale e scontato. Grazie Roseto”