ROMA – “Credo che il premier, Giuseppe Conte, stia cercando di crearsi una sua struttura che poi, saldata con pezzi del Movimento 5 stelle, gli permetta di avere il suo ‘momento Monti’ il suo momento politico in cui lui, con la retorica d’urgenza con il prestigio accumulato in una parte degli elettori in questa fase politica possa avere il suo ‘partitello’ che magari alle prossime elezioni si afferma e poi si sgretola”.

Lo ha affermato Alberto Bagnai, senatore della Lega eletto in Abruzzo e membro della sesta commissione Finanze e Tesoro del Senato della Repubblica, in un’intervista a Video Backlight di Marco Italiano.

Le altre possibili ipotesi, secondo Bagnai – riporta Money.it – sono una confessione del fatto che l’austerità abbia “sgretolato la macchina amministrativa italiana in cui rimangono ancora tantissime competenze ma che purtroppo non possono operare” e che questi prestiti portino con loro “il peso insostenibile della burocrazia europea tale per cui bisogna creare una super struttura amministrativa”.

Sulla legge di bilancio, Bagnai è convinto che sia carente soprattutto sul piano del lavoro, in parte supplito dai provvedimenti della Lega, che ha portato in luce il tema dell’anno bianco contributivo per i lavoratori autonomi e anche il tema del contratto di espansione per i lavoratori dipendenti.

Per affrontare il tema del termine del blocco dei licenziamenti occorre, secondo il senatore leghista, “favorire una staffetta generazionale con il contratto di espansione, benefica anche per la produttività delle aziende”. Un altro modo per risolvere questa problematica, che tuttavia la legge di bilancio non prevede, sarebbe dovuta essere lo stanziamento “di cospicue risorse per gli ammortizzatori sociali, come la Naspi, ma questo governo del rinvio aspetta che i problemi si presentino invece che pensare un passo avanti”.

Sul Meccanismo europeo di stabilità, Bagnai ha affermato che si tratta di “un grande piano del Partito democratico per ingabbiare l’Italia in una serie di prestiti soggetti a condizionalità, che gli consentano di governare il Paese da Bruxelles, quando gli italiani lo avranno mandato a casa”.